Dopo un anno di purgatorio tra i cadetti, il Cagliari può finalmente festeggiare insieme ai suoi tifosi la matematica promozione in serie A. La città è esplosa in tutta la sua gioia, grazie anche alla vittoria dei rossoblu a Bari per 3 reti a 0 a sfavore dei ragazzi di mister Andrea Camplone. Quella di ieri sera è stata la sintesi di un’annata strepitosa, soprattutto nel girone di andata, con qualche calo nel ritorno. Una prestazione più che convincente che ha visto protagonisti il brasiliano Joao Pedro Galvao, l’ex Nocerina Diego Farias e il giovane attaccante classe 96’ Alberto Cerri. Una grande squadra, con un grande passato, che si riprende il legittimo posto che gli compete.
A festeggiare questo tanto atteso traguardo vi sono due ex stabiesi: in primis l’inimitabile Marco Sau, l’idolo dei tifosi stabiesi che a Castellammare ha fatto sognare persino i più increduli. Con la Juve Stabia l’attaccante sardo ha messo a segno 21 reti nel campionato di Serie B 2011/2012, divenendo uno dei migliori marcatori della storia dei gialloblù e raggiungendo il terzo posto nella classifica marcatori della serie cadetta. Con l’arrivo in serie A si è riscoperto il vero Marco Sau: al suo primo anno mise a segno 12 goal segnati su 30 presenze (da non dimenticare la sua doppietta a San Siro contro l’Inter di Stramaccioni). Tali numeri gli garantirono la presenza nella Nazionale di Cesare Prandelli: Il 16 maggio 2013 venne convocato per la prima volta in maglia azzurra in occasione dell'amichevole contro il San Marino e successivamente nel match di qualificazione ai Mondiali 2014 contro la Repubblica Ceca. Fin’ora sono 32 le reti segnate in totale con i rossoblu, con 88 presenze in massima serie e 26 in serie cadetta. Queste ultime poche dovute ad una lunga serie di infortuni, di cui spesso Sau è stato vittima: infatti, il suo lungo k.o., insieme ad un lento recupero di
forma, ha influito sicuramente nella retrocessione del Cagliari della passata stagione. Quest’anno non è stato da meno e ha sfortunatamente saltato metà delle partite disputate fin’ora.
Ma il ritorno in serie A è sicuramente merito del mister Massimo Rastelli, anche lui un ex gialloblù che diede un grande contributo per il ritorno delle vespe in Prima Divisione nel 2010. Prima di assumere l’incarico di allenatore, Massimo disputò le sue ultime partite da professionista nella Città delle Acque e successivamente divenne il tecnico delle vespe. Grazie a lui la Castellammare calcistica cominciò quella che fu la storica cavalcata trionfale che condusse la Juve Stabia alla tanto desiderata serie B. Rastelli venne successivamente ingaggiato dal Brindisi, per sostituire l'esonerato Carlo Florimbi dopo 7 giornate di campionato e poi alla guida del Portogruaro nell’estate 2011, formazione neo retrocessa dalla Serie B, conducendo la squadra veneta al piazzamento di centro classifica. A fine campionato lasciò la squadra per far ritorno all'Avellino, questa volta in veste di allenatore: con gli irpini conquistò il campionato di Lega Pro Prima Divisione e la Supercoppa di Lega di Prima Divisione. La stagione successiva, nonostante l'obiettivo principale fosse la salvezza, vide gli irpini lottare per i play off, poi sfiorati a causa della partita persa col Padova. L'anno successivo riuscì a centrare i play-off dove però la squadra bianco-verde venne eliminata in semifinale dal Bologna di Delio Rossi. Forse per uno scherzo del destino, oggi li ritroviamo insieme alla guida del Cagliari che dall’inizio del campionato aveva come solo obiettivo la promozione diretta. Il bersaglio è stato dunque centrato. I numeri dicono che forse lo si poteva fare con qualche turno d’anticipo, ma da un punto di vista agonistico e tecnico la promozione è senza dubbi meritata.