Cronaca

Cade solaio di una casa: famiglia costretta a dormire in auto

Abitavano in Via Coppola, in peino centro antico. Da 20 giorni vivono all'inferno.

di Pasquale Cesarano


Cade il solaio della loro abitazione, in cinque dormono da circa 20 giorni per strada. A via Coppola, nel pieno centro antico di Castellammare di Stabia, la signora Patrizia Tuppo, suo marito ed i loro tre figli sono costretti a fare i pendolari tra la Caritas e la propria auto. “Circa 20 giorni fa – spiega la donna – è venuto giù il solaio della mia abitazione ed anche l’appartamento degli inquilini del piano inferiore ha riportato diversi danni. Da allora la mia vita, e quella della mia famiglia, è diventata un inferno: la proprietaria si rifiuta di riparare i danni. La titolare della casa non vuole risolvere la questione, mi ha detto che eseguirà i lavori solo quando vorrà lei. Insomma, un modo come un altro per dire che dobbiamo andare via”. Un dramma nel dramma per la signora Tuppo che ha anche il marito seriamente malato e che avrebbe bisogno di vivere in un ambiente sano: “mio marito è malato e non può più dormire in un auto. Io mi sono anche adoperata per trovare un’altra abitazione, ma mi hanno chiesto un affitto mensile troppo elevato per le nostre possibilit

à economiche. Dovremmo pagare 5.000 euro come cauzione e 500 euro mensili per l’affitto, io non ho tutti questi soldi. Mio marito è pensionato ed il suo stipendio ci basterebbe appena per pagare la pigione. Per quanto concerne me, faccio piccoli lavoretti a nero e quello che riesco a racimolare è davvero pochissimo. Prima pagavamo 220 euro al mese, sarebbe troppa la differenza economica”. La donna e tutta la sua famiglia, dunque, non vorrebbero lasciare quella casa a via Coppola. Troppi i legami affettivi (la signora abita in quella casa da oltre 24 anni) e troppo poche le risorse economiche per cominciare una vita altrove. Il rammarico maggiore, però, la donna lo ha nel constatare che nessuno si è interessato alla sua vicenda: “al piano di sotto c’è una ragazza disabile a cui, in attesa che venga ristrutturata la sua abitazione, è stato concesso di andare in albergo. La nostra proprietaria, invece, non tiene conto della nostra situazione. La verità è che nessuno ci dà una mano, né alla proprietaria né al Comune interessa soccorrere una famiglia bisognosa d’aiuto”.


venerdì 20 luglio 2007 - 20/07/2007 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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