Mattinata di guerriglia presso l'ospedale 'Sant'Anna - Madonna della Neve' di Boscotrecase. A seguito della morte di A. V., una 55enne di Torre Annunziata - deceduta a 4 giorni dal ricovero, probabilmente a causa di una rara forma di leucemia fulminante - un gruppo di circa 100 persone fra parenti e amici della vittima ha messo a soqquadro il reparto di medicina d'urgenza del secondo piano dell'edificio.
L'orda, composta anche da alcuni noti pregiudicati della zona, ha scagliato la propria furia cieca ed indistinta contro il personale e i locali dell'ospedale. Nel corso del raid sono andate distrutte sale intere, divelte porte, lanciati armadietti e danneggiati macchinari. Circa una decina, invece, i membri del personale sanitario che hanno riportato ferite in seguito alle aggressioni fisiche perpetrate. Fortunatamente si tratta per lo più di contusioni giudicate guaribili in pochi giorni.
L'incursione, iniziata attorno a mezzogiorno, si è protratta per circa tre ore ed ha interessato praticamente tutto il secondo piano dell'ospedale. I camici bianchi hanno immediatamente avvisato i carabinieri della stazione di Trecase, i quali a loro volta hanno richiesto il supporto della polizia del commissariato di Torre Annunziata. Circa 50 le unità delle forze dell'ordine nece
ssarie per riportare la calma sul posto.
La folla ha pian piano finito per disperdersi, lasciando dietro di sé dei danni per migliaia di euro procurati al nosocomio boschese. Le polizia ha già fatto sapere di non aver provveduto a fermi o denunce per i responsabili della guerriglia, resta da capire a cosa porteranno le denunce sporte nelle prossime dai sanitari feriti. Le indagini saranno condotte dai carabinieri della stazione di Trecase, coordinati dagli uomini della compagnia di Torre Annunziata.
L'Asl Napoli 3 Sud, ente di competenza dell'ospedale di Boscotrecase, ha naturalmente usato parole di condanna per descrivere il vergognoso episodio. La direzione generale, per altro, si è preservata di adire a vie legali contro i responsabili dell'aggressione dopo che avrà avuto piena contezza dell'accaduto attraverso il rapporto del personale.
«Un atto lesivo nei confronti del benessere fisico e psicologico degli operatori sanitari - hanno fatto sapere i vertici dell'azienda sanitaria locale -. Il comportamento dei facinorosi ha messo a rischio anche l'incolumità di tutti i degenti dell'ospedale, non possiamo accettare nella maniera più assoluta che il dramma per la dipartita di una persona cara possa scatenare tutto questo».