Nella mattinata di oggi i Carabinieri della Stazione di Boscoreale hanno eseguito, a Napoli, un'ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un 21enne italiano gravemente indiziato del reato di truffa aggravata ai danni di un'anziana, commessa a Boscoreale il 27 gennaio 2026.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe agito in concorso con altri complici, al momento non ancora identificati, mettendo in atto il collaudato raggiro del cosiddetto "finto nipote".
L'indagine, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, avrebbe accertato che la vittima, un'anziana residente a Boscoreale, fu contattata telefonicamente da una persona che si spacciò per il nipote. Nel corso della conversazione le venne rappresentata una presunta situazione di emergenza: sarebbe stato necessario consegnare con urgenza una somma di denaro destinata a un amico del figlio della donna, che di lì a poco si sarebbe presentato presso la sua abitazione.
Poco dopo, secondo l'ipotesi accusatoria, il 21enne si sarebbe recato a casa dell'anzian
a, riuscendo a convincerla a consegnargli 1.000 euro in contanti. Non pago, avrebbe approfittato dello stato di vulnerabilità della vittima per farsi consegnare anche oro e gioielli custoditi nell'abitazione, facendole credere che ciò fosse necessario per evitare gravi conseguenze al figlio.
Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell'indagato grazie all'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze dell'abitazione della vittima, alle testimonianze raccolte e alla descrizione fornita dalla stessa persona offesa.
Al termine delle formalità di rito, il giovane è stato accompagnato presso la propria abitazione, a Napoli, dove è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La misura cautelare è impugnabile davanti al Tribunale del Riesame e l'indagato, in applicazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, non può essere considerato colpevole fino all'eventuale sentenza definitiva di condanna.