Allarme incendi, fiamme anche nei pressi della Reggia di Quisisana. Non c’è stato pericolo per le abitazioni e le fiamme sono state prontamente domate dalle autorità preposte, ma dopo i comuni dei Lattari e della penisola sorrentina anche Castellammare di Stabia ha pagato il suo prezzo di fronte alla piaga dei roghi estivi. “Durante la normale attività di controllo del territorio – racconta Ernesto Freiles, presidente dell’associazione verde “Pro Natura” nonché testimone oculare dell’evento – abbiamo avvistato un principio d’incendio. E’ successo ieri, eravamo a Quisisana, in prossimità della reggia borbonica, ed abbiamo prontamente segnalato il tutto alla sala operativa della Regione Campania. Gli organi preposti sono intervenuti prontamente e, subito dopo la nostra segnalazione, erano già sul posto a sedare l’incendio. Fortunatamente era di piccole dimensioni: solo dei cumuli di immondizia e qualche cassonetto della plastica”. Un incendio di dimensioni ridotte, dunque, che però non deve far abbassare la guardia. Secondo Freiles, poi, l’episodio di ieri è doppiamente grave in quanto sicuramente doloso e per certi versi ancora più dannoso visto che la combustione di immondizia sprigiona diossina nell’aria: “credo che dietro l’episodio di ieri ci sia la mano di un piromane. In ogni modo, allo stato la situazione è piuttosto tranquilla. Nelle zone di nostra competenza, dove cioè i nostri volontari stanno facendo opera di sensibilizzazione ambientale, non si registrano fenomeni. Nel corso di queste settimane stia
mo monitorando la situazione relativa a Monte Pendolo, Monte Coppola (lato Castellammare) e ai boschi di Quisisana”. Non vuole creare falsi allarmismi il professor Freiles, anche se poi ammette che il fenomeno degli incendi boschivi è in preoccupante ascesa: “E’ vero! Gli incendi per combustione raggiungono appena l’uno per cento, tutti gli altri sono di natura dolosa. Bisogna, però, fare attenzione sempre a tutto. A parte i piromani, che nonostante leggi particolarmente restrittive continuano ad appiccare incendi per rendere edificabili i suoli, dobbiamo guardarci anche da quei contadini che per ripulire ettari di terreno dalle sterpaglie gli danno fuoco. Quest’ultima usanza, poi, è severamente vietata nel periodo estivo. Per arginare tale fenomeno comunque, che quest’anno mi pare si stia accentuando, occorre la collaborazione di tutti. Dobbiamo debellare questa piaga che interessa tutta la nostra zona e per farlo occorre che chi avvista un incendio lo segnali immediatamente ai vigili del fuoco o chiami il 1515”. Accanto ai roghi di natura dolosa, quindi, non mancherebbero quelli riconducibili alla negligenza di qualche contadino. Un mix pericoloso che nel giro di pochi giorni ha mandato in fiamme migliaia di ettari di polmone verde, come conferma lo stesso Freiles: “la vera misura di prevenzione è quella di educare la gente. Solo con una corretta cultura dell’ambiente e del territorio potremmo valorizzare questi posti magnifici. Noi della Pro Natura stiamo cercando di farlo, tutelando al massimo il nostro patrimonio verde”.