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Castellammare - Il Comune sotto la lente: tre mesi per scacciare l'ombra della camorra

La commissione d'accesso setaccia atti e affidamenti di Palazzo Farnese. Il sindaco Luigi Vicinanza rivendica fiducia, mentre il caso scuote l'amministrazione e divide ancora il PD.

di Alessio Esposito


Tre mesi - prorogabili per altri tre - per capire se a Palazzo Farnese soffia ancora il vento della camorra. A Castellammare di Stabia la commissione d’accesso nominata dal prefetto ha iniziato a passare al setaccio carte, determine, affidamenti diretti. Un lavoro silenzioso ma incisivo, che riapre una ferita mai del tutto rimarginata: lo scioglimento della passata amministrazione, avvenuto quattro anni fa per infiltrazioni camorristiche.

L’attività ispettiva procede mentre la politica continua il suo corso, tra dichiarazioni di fiducia e prese di distanza. Il sindaco Luigi Vicinanza, sin dall’insediamento, ha rivendicato la trasparenza dell’azione amministrativa, respingendo ombre e sospetti.

Ma ora sarà il lavoro della commissione a dire se e quanto quelle ombre possano aver toccato aspetti della macchina comunale. Nel mirino non ci sono solo atti e affidamenti. Tra i fascicoli al vaglio anche le vicende che hanno lambito due consiglieri comunali finiti nell’orbita di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia: entrambi si sono dimessi. Uno risulta indagato, per l’altro le attenzioni investigative riguardano un figlio e un nipot

e. Il sindaco li ha esclusi dalla maggioranza, una scelta politica netta che però non ha placato le polemiche.

A intervenire con parole dure è stato Sandro Ruotolo, ex consigliere dem, secondo il quale l'amministrazione non sarebbe riuscita ad essere un argine contro le infiltrazioni camorristiche. 

Tra gli episodi finiti sotto osservazione anche la festa al termine dell'eccellente stagione in B della Juve Stabia, nella primavera scorsa: immagini che ritraggono pregiudicati sul palco, non lontano da rappresentanti dell’amministrazione, hanno alimentato interrogativi sull’opportunità e sui controlli.

E poi c’è la partita interna al Partito democratico. Il livello regionale ha preso le distanze dall’amministrazione, mentre il gruppo consiliare cittadino resta compatto a sostegno del sindaco. Una linea doppia che fotografa tensioni e prudenze, in attesa degli esiti della commissione.

La città, intanto, osserva. Perché se è vero che le verifiche non equivalgono a una condanna, è altrettanto vero che a Castellammare la memoria è recente. E il confine tra fiducia e allarme resta sottile.


mercoledì 18 febbraio 2026 - 19:02 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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