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Cultura & Spettacolo

«Per tutelare Pompei servono nuove intese»

La sovrintendente: più collaborazione con ministero e Regione.

pavidas
   Mariarosaria Salvatore

«A Pompei ci sono problemi che vanno avanti da un poco di tempo, mi pare. Adesso però non mi chieda cosa ho in mente di fare perché non sono in grado di dirglielo: ho bisogno di vedere le carte, di comprendere quanto è stato fatto e quali sono i progetti e le risorse, poi deciderò dove e come intervenire». Non si sbilancia Mariarosaria Salvatore, archeologa, di origini baresi, dal primo settembre responsabile di una delle sovrintendenze archeologiche più importanti al mondo, in sostituzione di Pietro Giovanni Guzzo. La sovrintendenza speciale di Napoli e Pompei ha competenza su siti archeologici che vanno, senza contare i musei, da Baia alla villa di Tiberio a Capri, passando per Pozzuoli e la sua Acropoli, la stessa Napoli, Ercolano, Oplontis, Boscoreale, Pompei e Stabiae. Dal 2004, la Salvatore, che entra in forza al ministero per i Beni culturali nel 1980, ha guidato, tra gli altri uffici, la Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Umbria, dopo essere passata per Istituto centrale per il catalogo e la documentazione al gabinetto del ministro - ufficio di statistica e ha collaborato con il Servizio di controllo interno (Secin) del ministero. Ha gia sentito il professor Guzzo? «No. Lo sentirò entro oggi, credo, e sonderò la sua disponibilità a fare il passaggio di consegne. Comunque il primo di settembre senz'altro sarò in Soprintendenza». Che cosa manterrà del suo predecessore? «Guardi cercherò di muovermi in continuità con quanto mi ha preceduto, ovviamente sempre tendendo presente anche gli interessi del personale, purché le loro richieste siano legittime». Conosce già le problematiche e le rivendicazioni del personale in forza alla soprintendenza? «Una cosa è certa, e questo va detto a livello generale, i problemi della Campania e dunque di Napoli e Pompei vanno inquadrati anche in un'ottica nuova.

E questo sia dal Soprintendente sia dal personale, a ogni livello. Io sono una funzionaria che ha sempre lavorato d'intesa con i sindacati, non sono mai stata una controparte, e credo che questo sia molto importante. Bisogna tener presente che ci dovremo confrontare anche con il problema dei pensionamenti. Non so quali saranno le condizioni che troverò, ma il numeri degli addetti ai lavori scende precipitosamente e bisognerà trovare delle soluzioni calibrate, inventarsi magari nuovi sistemi». Sulla sua nomina quanto ha contato avere natali meridionali? «Magari hanno ritenuto che posso comprendere i problemi in maniera diversa, anche se la mia esperienza di dirigente l'ho fatta al centro». Sa che troverà malcontento a causa dell'unificazione di Pompei a Napoli? «Sono cose che vanno digerite. Guardi, non si può imporre una cosa del genere con la forza, si dovrà farla sentire. Di sicuro si dovranno fare passi avanti in questa unificazione che credo sia rimasta molto sulla carta». Quale considera il suo punto di forza? «Credo che la carta vincente sia quella di lavorare d'intesa con la Regione, da una parte, e con la Direzione generale della valorizzazione, ultima realtà nata nel ministero, dall'altra». Ha in mente delle scadenze? «Mi aspetta un mese di visite ufficiali tra musei e siti archeologici. Girerò su tutte le aree, parlerò con i funzionari chiedendo a ciascuno lumi sui problemi. I siti e i musei campani sono eccellenze uniche: bisognerà intendersi su dove intervenire e con quali finanziamenti. Vanno individuati obiettivi prioritari altrimenti si corre il rischio di disperdere investimenti e energie».


giovedì 27 agosto 2009 - 13.54 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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