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Castellammare - Di Nardo pungola i detrattori: «Non ho mai messo le mani in tasca ai cittadini, abbiamo l'obbligo di creare lavoro»

«Lo scioglimento del consiglio comunale era necessario, perché chi governava era incapace e privo di risorse intellettuali. Abbiamo l'obbligo di portare benessere e lavoro al Sud. Quando sarò in Parlamento condurrò questa battaglia insieme al centrodestra».

di Mauro De Riso

«Castellammare era abbandonata nelle mani di chi non le voleva bene, ringrazio chi l'ha liberata. Con loro quella sera c'ero anch'io». Nello Di Nardo, candidato alla Camera con Forza Italia alle elezioni politiche del 4 marzo, in occasione della convention del centrodestra con Mara Carfagna al Supercinema, sulla vicenda della sfiducia all'amministrazione Pannullo e si toglie qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di chi gli ha rivolto pesanti accuse nelle ultime settimane.

«Castellammare ha bisogno di una ripresa immediata e lo scioglimento non è un male dato che fra due mesi si tornerà a votare. - ha spiegato Di Nardo - A chi dice che non ho mai contribuito al bene di Castellammare, voglio ricordare che a 26 anni ho iniziato a fare il consigliere comunale e che da odontoiatra ho messo le mani in bocca a tante persone, ma a nessuno ho mai messo le mani in tasca. Abbiamo creato 700 posti di lavoro in Fincantieri e da allora nessuno ha più dato lavoro ai giovani stabiesi. Marina di Stabia e l'ex Crowne Plaza sono nelle mani dei privati, la Reggia di Quisisana è abbandonata a sé stessa, tante occasioni sono state gettate al vento. Oggi i giovani possono uscire la sera grazie ai nonni che li finanziano. Non è accettabile questa situazione. Abbiamo l'obbligo di portare lavoro nei nostri territori e dobbiamo fare il massimo per questa città mortificata dall'ultima amministrazione. Pannullo non ha compreso che non poteva governare da solo e ha introdotto la questione della camorra per sviare rispetto al problema principale. Alla base dello scioglimento di questa amministrazione, ci sono l'incapacità e l'impossibilità di servire il paese per mancanza di risorse intellettuali.

L'ex sindaco, tra l'altro, non si è reso conto che la sua non era un'amministrazione di centrosinistra, dato che era stato eletto con Area Civica e una parte del PD, partito che ha contribuito persino a mandarlo a casa. Non poteva pretendere che Area Civica e l'opposizione subissero certe mortificazioni. Castellammare ha bisogno di risposte e di lavoro vero, altrimenti la delinquenza e la violenza continueranno a proliferare tra i giovani. Chi occuperà ruoli istituzionali, dovrà contribuire a questa causa con serietà e passione. E la sfiducia al sindaco non rappresenta un danno per la città, dato che dal 5 marzo partirà la campagna elettorale per il prossimo consiglio comunale e si voterà fra pochi mesi».

Di Nardo ha lanciato poi un messaggio alla popolazione. «In questo momento il primo partito in Italia è composto da quelli che non andranno a votare. - ha sottolineato il candidato alla Camera con Forza Italia - Dobbiamo spiegare alle persone che chi non va a votare, subisce la politica. Il PD non ha mai difeso la povera gente e il Mezzogiorno. Noi abbiamo l'obbligo di portare benessere e lavoro al Sud. Quando sarò in Parlamento condurrò questa battaglia insieme al centrodestra».

L'effetto Carfagna ha contribuito a gremire il Supercinema ma il vento del centrodestra soffia sempre più forte a Castellammare di Stabia. E sul futuro Di Nardo, proiettato verso il Parlamento, non ha dubbi: «Effetto Carfagna ed effetto centrodestra. - ha concluso - Evidentemente è il preludio ad un sindaco di centrodestra in questa città».


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mercoledì 21 febbraio 2018 - 12:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA | data stampa: 19/09/2018