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Castellammare - Carfagna al Supercinema, sala gremita per l'ex ministro alle pari opportunità: «Qui Forza Italia c'è»

Di Nardo: «Città abbandonata, è stata in mano a chi non le vuole bene».

di Mauro De Riso

Faccia a faccia con i cittadini per i candidati a Camera e Senato della coalizione di centrodestra questa sera al Supercinema di Castellammare di Stabia. Una folta presenza di persone dovuta soprattutto alla presenza di Mara Carfagna. L'ex ministro per le pari opportunità dell'ultimo Governo Berlusconi è stata, infatti, l'ospite d'onore della serata che, nonostante la pioggia, ha fatto registrare una notevole presenza di pubblico.

Sul palco, accanto alla Carfagna, erano presenti Annalisa Vessella Pisacane ed Enzo Rivellini, candidati rispettivamente nel collegio uninominale alla Camera e al Senato per la coalizione che include Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e Noi con l'Italia. Con loro anche Nello Di Nardo, terzo in lista ma con ottime chance di accedere a Montecitorio, soprattutto se la Carfagna dovesse riuscire a strappare il seggio a Napoli.

«Bello vedere tanta partecipazione, qui a Castellammare Forza Italia c'è, è forte e vincerà» ha esordio Mara Carfagna, accolta con grande calore. «Grazie ad Antonio Pentangelo, un amministratore stimato, un sindaco apprezzato, profondo conoscitore dei problemi del territorio e ha dimostrato che si può fare politica per passione. Sarà un solido punto di riferimento per noi. Nello, Antonio, Annalisa ed Enzo saranno tutti in Parlamento. Sappiamo che questa comunità ha bisogno di cura e amore, ha bisogno di politici che tornino a governare il paese». Quindi racconta: «In un autogrill poco fa mi hanno chiesto di liberare il paese dagli incapaci. Quello sguardo pieno di speranza fa capire che il clima è cambiato. Il tempo è galantuomo e dimostra le bugie della sinistra. Abbiamo aumentato le pensioni minime ai pensionati, abbiamo tolto la tassa di successione, abbiamo approvato la legge sullo stalking. È Renzi a doversi vergognare. Doveva abolire le province ma sono lì e non hanno i soldi. Deve vergognarsi De Luca, non per l'inchiesta, ma ci deve spiegare a che titolo il figlio si occupava dei rifiuti che sono competenza della Regione. E le ecoballe sono ancora lì. Con Caldoro senza clamore ne abbia smaltite 800mila. Chiaro il conflitto di interessi padre-figlio. De Luca ha chiesto più poteri per la sanità e ha aumentato gli stipendi dei manager, noi abbiamo rispettato gli impegni e non siamo quelli del Jobs act che ha prodotto lavoro precario in abbondanza. Non siamo andati in Europa a fare caos davanti alle telecamere per poi accettare tutto. Renzi ha ottenuto un po' di flessibilità e ha svenduto il nostro paese. Noi abbiamo ridotto le tasse, lui ha dato bonus a pioggia indipendentemente dal reddito. Il bonus cultura è servito ad andare al cinema. E poi svilisce la cultura italiana coprendo le statue capitoline». «Dobbiamo tornare a governare il paese – prosegue - che ha bisogno di una profonda rivoluzione. Renzi ha bloccato il paese per un anno intero. Ministri che andavano in giro per le televisioni, lui prometteva di andare a palazzo Chigi solo con le elezioni e ci è entrato con manovra di palazzo. I governi di centrodestra sono garanzia di affidabilità e governabilità, mentre Di Maio ancora sta sfogliando il libro di grammatica. Insieme costruiamo un paese nel quale vorremo far nascere e crescere i nostri figli senza spingere i giovani all'estero. Aboliamo tasse e contributi alle aziende che assumono giovani sotto i 35 anni.

Qui le imprese versano al fisco più della metà dei guadagni. Serve rivoluzione fiscale, una rottura col passato. Chi ha lavorato una vita intera deve godersi la pensione con dignità, riformiamo la Fornero. Ripristiniamo il ministero delle pari opportunità abolito dalla sinistra. L'immigrazione deve essere gestita e non subita: rimpatriamo chi non ha diritto di stare qui. Chi è irregolare ingrossa le maglie della criminalità organizzata. Siamo pronti ad accogliere chi fugge da guerre, ma chi viene qui ha il diritto di essere accolto ma ha il dovere di rispettare la nostra tradizione e civiltà».

«Nella mia città – ha detto Nello di Nardo - vanno dette alcune cose. Vedendo i sondaggi, il primo partito in Italia è composto da chi non andrà a votare. Dobbiamo spiegare che chi non va a votare la politica la subisce. Rischia di andare al governo chi non ha mai lavorato nella vita. Abbiamo l'obbligo di portare il lavoro nelle nostre zone. Castellammare ha bisogno di una ripresa immediata». Di Nardo, quindi, ricostruisce la vicenda che ha portato alla sfiducia di Pannullo. «C'ero anch'io con i consiglieri che hanno sfiduciato – sottolinea - ,la città  era abbandonata in mano a chi non voleva il bene di Castellammare. Non è stato fatto nulla di male, fra due mesi si va a votare. Ringrazio i due Cimmino, Ungaro e D'Apice. Creammo lavoro, 700 posti per Fincantieri, da allora non si è creato più lavoro a Castellammare. Marina di Stabia sta in mano ai privati come il Crowne Plaza. La Reggia è abbandonata, avremmo potuto creare altro lavoro, chiedo a Mara di darci una mano per questo. Oggi senza i nonni non si vive, sono loro a dare soldi ai giovani. Dobbiamo aiutare i giovani, la politica si fa per servizio. Facevo il consigliere a 26 anni e ho messo le mani in bocca da odontoiatra, ma mai le mani in tasca. A tutti voglio dare la possibilità di fare il massimo per questa città. Sicuramente ce la farò, insieme agli altri andremo in Parlamento a fare una battaglia. Il PD non ha mai voluto darci una mano a difendere tanta povera gente, al Sud si paga 1000 euro per assicurare un ciclomotore. Dobbiamo portare benessere e lavoro al Sud».

«Grazie Mara per il primo piano nazionale antiviolenza – esordisce Annalisa Vessella Pisacane - . Non voglio parlare di un PD in discesa libera, non parlerò di episodi sconcertanti relativi ai 5 Stelle, voglio parlare di aspetti del programma del centrodestra. Ogni cittadino è a sua insaputa azionista di minoranza dello Stato, abbassare le tasse implica più lavoro per i giovani. Così si incentiva l'azienda ad assumere. Non pratichiamo razzismo ma per l'accoglienza vogliamo rispetto delle regole. Il 4 marzo dobbiamo fugare ogni incertezza, scegliere l'unica realtà credibile per una stabilità di governo».

Non poteva quindi mancare la stoccata a Vincenzo De Luca,  per lo scandalo rifiuti che vede coinvolto il figlio, assessore a Salerno. «Non possiamo stare in silenzio sulla questione De Luca -  ha detto Armando Cesaro -  Lo credo anch'io, ma mi infastidiscono le campagne dei grillini. Sulla SMA sono io a battermi da tempo, io ho fatto il mio lavoro e i grillini erano al piano zero della Regione a spendere i soldi dei gruppi con i rimborsi».


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martedì 20 febbraio 2018 - 21:20 | © RIPRODUZIONE RISERVATA | data stampa: 15/12/2018