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Cronaca

Pompei - A casa i 16 esperti della segreteria tecnica, grandi cantieri a rischio. Ma la Soprintendenza minimizza

A causa di alcuni ritardi maturati in Parlamento, i 16 esperti arrivati a Pompei nel 2015, sono stati licenziati nonostante l'ottimo lavoro svolto fino a questo momento. La Soprintedenza, a riguardo, spiega: «Tutte le attività saranno con regolarità portate avanti grazie all'abnegazione dei funzionari del Parco archeologico»

di Gennaro Esposito

E' caos a Pompei dopo il licenziamento di 16 esperti della segreteria tecnica che si occupavano della messa in sicurezza del sito pompeiano. Durante il loro lavoro, sono state garantite nuove scoperte e riportato all'antico splendore diversi siti. Dopo il loro addio, arrivato nella giornata di ieri, saranno 11 i cantieri ancora attivi nel Parco Archeologioco che potrebbero essere abbandonati a loro stessi. Purtroppo, i ritardi accumulati dal Parlamento non hanno reso possibile il prolungamento del contratto che scadeva il 18 febbraio scorso. Dalla Camera dei Deputati, infatti, doveva arrivare l'ok per l'assunzione a tempo indeterminato di questo pool di esperti (due archeologi, nove architetti e cinque ingegneri). Erano arrivati in Campania da tutta Italia nel lontano 2015 e avevano dato il via al Grande Progetto Pompei raggiungendo risultati insperati. La Soprintindenza di Pompei, con una nota, ha provato a spiegare quanto successo: «In riferimento alla notizia del concluso rapporto di collaborazione dei professionisti della "segreteria tecnica" presso il Parco archeologico di Pompei, sono opportune le seguenti precisazioni. I contratti degli esperti della segreteria tecnica di Pompei sono da sempre stati a termine (non c’è stato alcun licenziamento) anzi, grazie alla misura straordinaria prevista dalla legge di bilancio 2018, tale personale potrà essere inquadrato a tempo indeterminato nei ruoli del Ministero, con modalità analoghe a quelle stabilite per il personale precario delle pubbliche amministrazioni dalle norme attuative della c.d. riforma Madia. La norma di legge cui si fa riferimento, in vigore dall’1 gennaio 2018 (articolo 1, comma 309, della legge n. 205 del 2017), prevede che, entro il 31 marzo 2018, il Mibact possa assumere, previa apposita selezione per titoli e colloquio, proprio il personale che ha lavorato nella Segreteria tecnica di Pompei per 36 mesi.

Tale procedura sarà attivata nei prossimi giorni. Deve peraltro segnalarsi che i 36 mesi richiesti dalla norma sono stati maturati dal personale della segreteria tecnica il 16 febbraio 2018, giorno in cui i loro contratti sono scaduti». «La misura straordinaria di stabilizzazione sopra illustrata – continuano – prevede un onere massimo di circa 500.000 euro annui a regime, che saranno a carico del bilancio del Ministero e non del Parco archeologico di Pompei, dotato di autonomia contabile. Ciò a conferma del grande interesse che il Ministero ha per Pompei. Sempre la legge di bilancio 2018 ha previsto il ricorso alle procedure dei contratti istituzionali di sviluppo per valorizzare l’area contigua al Parco archeologico. E la struttura del Parco, oltre a poter contare sugli esperti eventualmente inquadrati a tempo indeterminato, potrà affidare ulteriori 20 incarichi di collaborazione a termine come quelli già attribuiti nel 2015 per la Segreteria tecnica». Il caos sulle assunzioni di questi giorni non provocherà nessun tipo di problema al Grande Progetto Pompei: «Gli impegni del Governo e del Parlamento dal 2013 a oggi e gli eccezionali risultati ottenuti sono, quindi, sotto gli occhi di tutti. Più volte l’Unione europea e l’UNESCO  hanno indicato il caso Pompei come esempio virtuoso nell’uso dei fondi e nella gestione di un sito patrimonio mondiale dell’umanità. In ogni caso le vicende in oggetto,  non incidono in alcun modo sul cronoprogramma del Grande Progetto Pompei. I cantieri non subiranno alcun rallentamento in quanto  tutte le attività saranno con regolarità portate avanti grazie all'abnegazione dei funzionari del Parco archeologico di Pompei che si sono resi disponibili ad ulteriori carichi di lavori, per garantire piena continuità agli interventi».


lunedì 19 febbraio 2018 - 18:47 | © RIPRODUZIONE RISERVATA | data stampa: 18/07/2018