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Inaugurato il nuovo campo sportivo di Lampedusa, il Presidente della Lega B Balata. «L'impianto incarna un messaggio di sensibilità, Lampedusa va ringraziata per la sua opera di accoglienza»

L'impianto rappresenta solo il primo step del progetto "The Bridge - Un ponte per Lampedusa"

di Gioacchino Roberto Di Maio

È stato inaugurato il 18 ottobre, a quattro mesi dalla posa della prima pietra e dal contestuale inizio dei lavori, il nuovo campo di calcio di Lampedusa. Presenti il Ministro per lo Sport Luca Lotti, il Sindaco di Lampedusa e Linosa Salvatore Martello e l’ormai ex Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Carlo Tavecchio, mentre il Commissario Straordinario della Lega Nazionale Professionisti B Mauro Balata non ha potuto presenziare a causa di impegni legati all’attività di Commissario straordinario. Il Progetto “The Bridge – Un ponte per Lampedusa”, di cui al momento è stato realizzato il primo stralcio esecutivo funzionale che comprende il campo di calcio, il ripristino degli spogliatoi esistenti e le recinzioni perimetrali, è stato reso possibile grazie al prezioso contributo di una squadra di finanziatori che hanno da subito condiviso il valore dell’iniziativa, tra i quali Enel Cuore Onlus, Poste Italiane, l’Istituto per il Credito Sportivo e l’Associazione Italiana Calciatori attraverso AIC Onlus. Anche la Lega calcio di Serie A ha partecipato fattivamente alla realizzazione del nuovo campo di calcio a Lampedusa stanziando 100mila euro. La campagna, anche a firma della Lega Nazionale Professionisti B e B Solidale Onlus di concerto con l’Amministrazione Comunale di Lampedusa, si è chiusa il 28 febbraio 2017. L’obiettivo del progetto prevede come primo step l’avvenuta realizzazione di un campo di calcio pubblico dotato di tribune, spogliatoi ed impianti di illuminazione, che possa divenire un centro di aggregazione per l’isola consentendo ai giovani della squadra di calcio dilettantistica locale, agli studenti di tutti i livelli scolastici e ai ragazzi immigrati ospiti del centro di accoglienza di beneficiare di una serie di opportunità sportive, di percorsi formativi e di integrazione. L’iniziativa contempla tra i prossimi passi il co-finanziamento delle attività agonistiche delle squadre giovanili che per ragioni economiche non riescono a partecipare ai rispettivi campionati federali. Il budget totale per lo sviluppo dell’impianto è di €2.000.000 finanziati attraverso diversi partner, Istituzioni pubbliche e private, enti No-Profit ed il portale Tifosy tramite la campagna di crowdfunding con donazioni in cambio di esclusivi premi e ricompense quali gagliardetti, magliette autografate e placche personalizzate nello stadio. Il progetto, che ha raccolto 59.216 euro con il solo crowdfunding, ha potuto contare sul supporto della Lega B, dei club, dei quotidiani sportivi e dei licenziatari audiovisivi. L’iniziativa “The Bridge – Un Ponte per Lampedusa” è nata con il fine di valorizzare una comunità che ogni giorno salva, senza distinzione di nazionalità, religione o colore della pelle, esseri umani abbandonati al loro destino in mezzo al mare. Una continua tragedia che si rinnova quotidianamente a causa del “terrorismo organizzato”, come lo definisce il Premio Nobel per la Pace 2015 Hassine Abbassi, che ha distrutto numerosi Paesi per soli scopi espansionistici. I migranti clandestini sono perlopiù giovani, maschi, tra i 18 e 35 anni. Molti sono laureati, diplomati o esperti di informatica. Appartengono a un'economia sommersa o sono disoccupati. Le ragioni economiche, la mancanza di lavoro, l’impossibilità di emigrare in modo legittimo ed il grande sogno europeo sono alla base della scelta di chi fugge dalla propria terra in cerca di speranza. Il desiderio di partire aumenta intorno ai 25 anni, anche se recentemente è in crescita l'immigrazione minorile in quanto i giovani sognano la tutela delle leggi italiane. Prima del viaggio i migranti sono "sequestrati" dagli scafisti che spesso trasportano armi e droga e che neanche vengono sfiorati da possibili sensi di responsabilità, fattore che ha causato numerosissime vittime negli anni come quando, il 3 ottobre del 2013, 366 persone persero la vita al largo della Spiaggia dei Conigli a causa di un incendio che mandò a picco un’imbarcazione libica che trasportava oltre 900 migranti. In loro memoria è stata istituita nell’ottobre 2016 la giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione alla presenza del Ministro dell’Interno Angelino Alfano. La vicenda non rappresentò tra l’altro un caso isolato: da quel giorno oltre 8.000 persone sono morte nel Mediterraneo cercando un futuro migliore. Tra le vittime anche gli 800 stranieri che persero la vita nella notte tra il 17 e il 18 aprile 2015 a causa del capovolgimento di un peschereccio in legno nel Canale di Sicilia. Ed il 6 febbraio di un anno fa altri 441 migranti sono giunti a Lampedusa a bordo di un rimorchiatore monitorato dalla Guardia Costiera.

A terra, come da consuetudine, hanno trovato ad accoglierli i volontari della Protezione civile che ne hanno verificato le condizioni fisiche al termine di un viaggio interminabile. Esperienze di vita dai tratti atroci come quella della piccola Oumoh, di appena 4 anni, che sbarcò da sola a Lampedusa su un gommone dopo che la madre l’aveva lasciata a una donna per salvarla dal rito dell’infibulazione ancora imperante in Costa d’Avorio. Oggi la piccola è stata affidata alla comunità per minori di Palermo dal locale tribunale dei minorenni, ma il ricongiungimento con la madre Zanabou, rifugiatasi nel frattempo in Tunisia senza documenti, appare ogni giorno più complesso a causa delle leggi tunisine e dell’indifferenza del governo ivoriano che ne bloccano la partenza. Storie di ormai quotidiana drammaticità ritratte abilmente da Gianfranco Rosi, candidato all’Oscar 2017 per il miglior documentario con “Fuocoammare” nella sezione poi vinta da “O.J.: Made in America” di Ezra Edelman. In questo contesto di accoglienza e speranza la Lega B, con l’appoggio dell’ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, ha messo anima e corpo nel progetto “The Bridge – Un ponte per Lampedusa” con il Patrocinio del Giubileo della Misericordia e di Papa Francesco. Un autentico stadio della misericordia che possa regalare momenti di integrazione e spensieratezza ai tanti immigrati in un frangente in cui tanto si parla del muro che Trump intende innalzare al confine con il Messico. «In un momento in cui si innalzano muri – spiega Andrea Abodi, ex Presidente della Lega B e attuale Presidente del Credito Sportivo –, noi costruiamo un ponte. Lampedusa è diventato per noi un punto di riferimento importante per l'aggregazione, un simbolo di come il calcio possa unire le popolazioni e regalare gioia nel nome dei valori di solidarietà e della volontà di stare assieme in maniera costruttiva. Chiederemo alla Nazionale di venire allo stadio di Lampedusa così come proporremo di organizzare una gara internazionale delle giovanili visto che l’impianto avrà l’autorizzazione Uefa». Sulla stessa lunghezza d'onda è il suo erede, Mauro Balata. «Quello che è stato inaugurato non è solo un campo di calcio - sottolinea l'attuale Presidente della Lega B -, un luogo di aggregazione dove giocare, divertirsi e confrontarsi vincendo e talvolta perdendo. Ma rappresenta molto di più: è un messaggio di attenzione e sensibilità concreta che ha consentito di soddisfare il legittimo desiderio di chi vuole praticare questo bellissimo sport, che è il calcio, e di poterlo praticare senza dover affrontare faticosi spostamenti in altre sedi. Ma è anche un debito che viene assolto nei confronti degli abitanti di questa stupenda isola sempre pronti ad accogliere e ad aiutare gli altri e ai quali dobbiamo essere tutti grati. Ed ecco quindi che "The Bridge – Un ponte per Lampedusa" assume un significato che va oltre alla semplice opera sportiva e diviene un simbolo culturale di accoglienza, sensibilità e anche un modo per concretizzare quel concetto di continuità territoriale che senza l’impegno di tutti rimane un principio privo di contenuto. Per valorizzare questo impegno, auspico l’organizzazione di un torneo Uefa, la massima espressione calcistica europea, che suggelli l’unione e la solidarietà tra popoli proprio nel luogo dove si manifestano questi valori. Per quello che concerne il mio ruolo, e la Lega che rappresento, posso assicurare che il nostro sforzo continuerà con il massimo impegno per garantire il completamento di questa opera, con la realizzazione, fra l’altro, degli spalti affinché il luogo possa assicurare lo svolgimento del gioco ma anche la possibilità di assistere a una partita. Perché l’incontro fra persone è un’altra e ugualmente importante porzione di quel principio di aggregazione che lo sport, e in particolare il calcio, è capace di regalare.L’area non è di certo stata individuata a caso, lì furono infatti concentrati nel 2011 i migranti all’alba della Primavera araba in Tunisia. Un’iniziativa dal profondo senso etico per un lembo di terra che continua a vivere immerso in un clima di tensione che solo la solidarietà e la fratellanza riescono a stemperare nel nome dell’uguaglianza tra i popoli che passa anche attraverso lo sport e la sua profonda funzione sociale.


domenica 14 gennaio 2018 - 17:00 | © RIPRODUZIONE RISERVATA | data stampa: 21/09/2018