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Castellammare - Notte di passione a Palazzo Farnese, il sindaco: «Sono in silenzio stampa»

I primi ad uscire, dopo la mezzanotte, sono Roberto Elefante, Giovanni Nastelli, Antonio Alfano e Maria Amodio. Poco dopo è il turno di Pannullo, con i fedelissimi Francesco Iovino e Giusi Amato. Serpeggia il nervosismo, nessuno si sbilancia sulle prossime mosse e sulla giunta.

di Mauro De Riso

Ore 00.20. Si spengono le luci nella stanza del sindaco a Palazzo Farnese al termine dell'ennesima nottata di passione alla ricerca del bandolo di una matassa sempre più difficile da districare. Francesco Iovino, alle prese con una telefonata, e Giusi Amato nervosamente gironzolano all'interno della sala, affacciandosi ogni tanto al balcone per stemperare la tensione che ormai da due settimane attanaglia il PD, messo alle corde dalle invettive dei sei dissidenti che hanno deciso di svincolarsi dalla maggioranza, in aperta contestazione con lo strapotere della componente casilliana del gruppo consiliare dem.

La maggioranza non c'è più e il sindaco Antonio Pannullo è in cerca da giorni di una soluzione che possa garantirgli di preservare la poltrona e di tenere uniti i tasselli di un puzzle sempre più frammentato. A notte fonda, al termine dell'ennesima riunione fiume, si aprono le porte di Palazzo Farnese. I primi ad uscire sono Roberto Elefante, Giovanni Nastelli e i due consiglieri del gruppo Stabia Libera, Antonio Alfano e Maria Amodio, unici esponenti delle civiche ancora a sostegno del primo cittadino. Poco dopo è il turno di Pannullo, con i fedelissimi Francesco Iovino e Giusi Amato.



«Sono in silenzio stampa responsabile» si limita ad affermare il sindaco, che sfugge nuovamente a qualsiasi domanda in merito alla crisi politica che attanaglia l'amministrazione comunale, mentre gli altri sei, nel sostenere la presunta infondatezza delle notizie trapelate finora, lasciano intendere che la partita è ancora aperta e che presto il silenzio si trasformerà in un fiume di parole. L'impressione, in ogni caso, è che la giunta sia già pronta, seppur con qualche piccola riserva.

L'assenza di Eduardo Melisse, Rosanna Esposito e Rosario Cuomo, intanto, non sembra essere foriera di rotture all'interno del PD. Fa più rumore piuttosto l'ennesima conferma della frattura insanabile con i dissidenti, segnale evidente della precarietà di un'amministrazione comunale sempre più in bilico. Se giunta sarà, dunque, il PD farà da regista neanche tanto occulto delle operazioni, ma la nuova squadra di governo finirebbe per essere espressione della minoranza e il temporeggiamento del sindaco non lascia certamente intravedere prospettive rosee per la sua amministrazione.

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sabato 30 settembre 2017 - 01:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA | data stampa: 17/12/2017