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Cronaca

Castellammare - Tassa sulla pubblicità, mazzata della Soget sulle insegne

Un commerciante: «Costi triplicati e procedure di verifica poco chiare».

di Gennaro Esposito

La Soget continua ancora a far parlare di sè, non sempre però in maniera positiva. Dopo le accuse che sono piovute sulla società che si occupa della gestione di riscossione tributi del comune di Castellammare di Stabia sia dal centrodestra che dai semplici cittadini, questa volta ad essere sul piede di guerra sono i commercianti. Il motivo? Semplice, il pagamento della tassa sulla pubblicità. Quest’ultima, come si sa, ha un costo diverso in base alla posizione dell’esercizio commerciale. Se ci si trova in una “zona speciale”(centro città e centro storico), per dirla in breve, si paga di più. A Castellammare, comunque, secondo quanto ci hanno raccontato alcuni commercianti, quasi tutte le strade sono diventate “vie speciali” con un successivo aumento delle tasse. Oltre a questa prima modifica, ce ne sono state anche altre. I dipendenti della Soget pare abbiano iniziato a prendere in considerazione anche i cartelli che sono esposti all’interno del negozio, che normalmente non devono essere conteggiati. Inoltre, durante i loro calcoli, in più di un’occasione, avrebbero arrotondato il valore effettivo riscontrato per eccesso e mai per difetto. Ed è così che molti commercianti – che ci hanno prontamente contattato - hanno dovuto fare i contri con un forte aumento nel pagamento delle tasse: addirittura alcuni imprenditori che inizialmente pagavano circa 300 euro, sono arrivati ad un massimo di 2700. Tantissima la rabbia: “Ci spieghino come hanno fatto a raddoppiare, anzi triplicare il costo delle nostre tasse. Perché prima si pagava un prezzo ed ora un altro? Così facendo stanno solamente uccidendo l’economia di Castellammare e noi commercianti siamo sempre più soli” spiega un imprenditore.

“A giorni ci incontreremo con l’Ascom per decidere il da farsi – continua -. E’ un problema che stiamo riscontrando tutti e che non può essere sottovalutato. I nuovi dipendenti della Soget, inoltre, hanno adottato dei metodi anche illegali per misurare, per esempio, le insegne. Io ho tre diverse insegne fuori al mio negozio e loro avrebbero dovuto valutarle singolarmente. Sapete che hanno fatto? Le hanno unite, come se fosse solamente una e così ho superato la lunghezza massima di 8 metri oltre la quale scatta una maggiorazione che non avrei mai dovuto pagare”. Promettono alcuni commercianti, inoltre, uno sciopero nel giro di qualche settimana. Sicuramente le prime parti di queste bollette non saranno pagate e si farà un ricorso ovviamente documentandosi con la normativa legislativa. Ma quello che ha fatto imbestialire ancora di più i commercianti è che sono arrivate anche delle bollette risalenti al 2015 o al 2014 che sono state già saldate. Il dato curioso è che quest’ultime sarebbero arrivate anche a coloro che non avevano ancora aperto il proprio negozio in quegli anni. Una situazione, quindi, insostenibile che potrebbe mettere seriamente in ginocchio la già precaria economia stabiese. Con i grossi centri commerciali che continuano a riscuotere successo di pubblico, il calo delle vendite è forte: circa il 35%. Se poi si aggiunge anche la “mazzata” che la Soget sta preparando per i commercianti, allora tutto diventa ancora più complicato.


mercoledì 18 gennaio 2017 - 13:43 | © RIPRODUZIONE RISERVATA | data stampa: 13/12/2017