A calcare il palcoscenico della seconda serata della mostra internazionale del cinema sociale è stato Alessandro Haber, emozionatissimo dopo aver visto il video tributo preparato dal Social World Film Festival per celebrare la sua carriera: "Ho visto tutto un pezzo della mia vita lì dentro, dal mio debutto a 18 anni fino all'altro giorno... ho ripercorso per un attimo tutto l'entusiasmo, l'amore e la dedizione che ho dato".
Haber ha parlato del suo rapporto con i registi italiani con cui ha collaborato nel tempo, fra i quali Pupi Avati, Mario Monicelli e Nanni Loy. "Sono molto legato ai miei primi registi, in particolare a Bellocchio e Moretti. È lì che sono iniziati i miei sogni, mi piacerebbe rilavorare con loro, ma mi piacciono molto anche Sorrentino, Garrone e Virzì".
Alessandro Haber è anche scopritore di talenti, come è successo con Giuliana de Sio: "Quando vedo e riconosco il talento in qualsiasi campo cerco sempre di aiutare, consigliare. Lo faccio perché so come è stata dura per me". Inoltre, il suo rapporto con i giovani: "Ci sono tanti giovani registi in cui credo molto perché hanno un tipo di entusiasmo e una forza incredibile. Attraverso loro vedo me stesso com'ero una volta". Poi, un focus sulla situazione degli attori e della fiction italiane: "Non abbiamo la tredicesima, la quattordicesima, ci sono amici che non lavorano da un anno, sono senza u
na lira, vediamo sempre gli stessi volti, vediamo in queste fiction dei cani mostruosi che non sanno neanche parlare".
Infine, la sua passione per la musica e il rapporto con Francesco De Gregori che ha scritto per lui "La valigia dell'attore": "È una canzone struggente che ha centrato tutto il mondo degli artisti con una sensibilità unica. Lì dentro c'è tutta la nostra vita di attori, meravigliosa e faticosa. E' una missione la nostra, una malattia."
Per lui, poi, il Golden Spike Award alla carriera e la firma sulla lastra di bronzo del "Wall of fame", il monumento dei famosi di Vico Equense, che si trova in Piazza Kennedy - Arena Loren.
Nel corso dell'aperitivo con la stampa l'attore bolognese ha concesso una serie di interessanti gag e siparietti del suo repertorio, approfondendo ai nostri microfoni il tema del suo rapporto con il regista Leonardo Pieraccioni.
"Il film che io preferisco e che ricordo con maggior piacere fu I laureati, dove facevo una piccola parte ma meravigliosa. Poi beh... Il ciclone, un film perfetto, da grandi incassi! E' il simbolo di quel Pieraccioni che non invecchia mai, così cominci a pensare. Io gli sono grato perchè con lui ho avuto la possibilità di condividere il mio cinema con un pubblico giovane, Leonardo è un personaggio magnifico, più che regista un entertainman" ha chiuso così la sua intervista Haber.