«Non ci sorprende affatto, considerato che la Scrivente nello scorso mese di giugno aveva già segnalato agli amministratori in indirizzo una serie di anomalie riscontrate nella lettura del medesimo bando, chiedendo un confronto di merito rispetto a quanto da noi rilevato con lo scopo di procedere alle opportune modifiche». E’ questo il commento all’annullamento del bando di gara per l’appalto di raccolta e smaltimento dei rifiuti nei comuni di Vico Equense e Meta del Segretario Funzione Pubblica CGIL Area Metropolitana di Napoli Maria Manocchio.
«A tale richiesta – prosegue la Manocchio - non abbiamo mai ricevuto riscontro, così come non abbiamo mai avuto una risposta, seppur minima e formale, alle numerose segnalazioni e richieste di intervento inviate negli ultimi due anni. Abbiamo segnalato a più riprese situazioni al limite della tollerabilità, trattandosi di un servizio pagato con soldi pubblici».
Segnalazioni che avrebbero riguardato «inadempienze in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, mancato versamento delle contribuzioni ai fondi integrativi sanitari e pensionistici, servizi effettuati in spregio delle più eleme
ntari regole della salute pubblica (come si evince dalla cava abbandonata utilizzata come deposito), vessazioni continue nei confronti dei lavoratori e da ultimo la mancata applicazione delle misure di prevenzione previste dai Protocolli contro la diffusione del contagio da Covid19 – scrive la Manocchio in una lettera inviata ai sindaci dei due comuni oltre che agli organi di stampa - A nessuna di queste segnalazioni e denunce i comuni interessati hanno dato un benchè minimo cenno di risposta».
L’attuale appalto è in affidamento alla Sarim, «società ormai affidataria in proroga dell’appalto in oggetto da quasi due anni – scrive ancora la Manocchio - Sarebbe abbastanza irrituale, se non addirittura lesivo delle leggi vigenti, che in attesa dell’espletamento di un nuovo bando di proseguisse in un affidamento anomalo senza porre un freno a tutte le vicende sopra enunciate. Per l’ennesima volta chiediamo un confronto con i Sindaci in indirizzo, affinchè si metta la parola fine ad una situazione diventata ormai ingestibile da parte dei lavoratori che continuano a subìre soprusi e a lavorare con modalità indecenti per un Paese che si consideri civile».