La battaglia per il libero accesso al mare è tornata questa mattina davanti al Bikini di Vico Equense. Alle ore 12 Francesco Emilio Borrelli, il dottor Raffaele Scarpato, Rosario Lotito e altri attivisti si sono ritrovati davanti allo storico stabilimento balneare per rivendicare il diritto dei cittadini a raggiungere liberamente la battigia.
L'iniziativa, annunciata nei giorni scorsi, ha trasformato ancora una volta il tratto di costa in un luogo di protesta e confronto sul tema dell'accessibilità degli arenili. Sui social sono stati pubblicati video e immagini della mobilitazione, con Borrelli che ha documentato l'azione e ribadito la propria posizione contro quello che considera un uso privatistico delle aree demaniali.
Scarpato torna al mare dopo oltre dieci anni
Al centro della vicenda c'è la storia personale di Raffaele Scarpato, medico e appassionato di nuoto, che per anni ha raggiunto lo specchio d'acqua antistante il Bikini attraversando l'area dello stabilimento.
La sua consuetudine è sfociata in un procedimento penale per violazione di domicilio dopo le denunce presentate dal gestore del lido. Scarpato è stato assolto in Tribunale e successivamente anche dalla Corte d'Appello, con la formula «perché il fatto non sussiste».
Proprio questa vicenda è diventata il simbolo della mobilitazione. Borrelli e gli attivisti sostengono infatti che una concessione demaniale non possa trasformarsi in un ostacolo all'accesso al mare.
«Il mare è di tutti»
Il messaggio lanciato durante la protesta è stato netto: il mare e la battigia sono beni pubblici e devono rimanere accessibili alla collettività.
Nei giorni scorsi Borrelli aveva annunciato l'iniziativa spiegando di voler accompagnare Scarpato «a riprendersi il suo mare» dopo oltre dieci anni di ostacoli.
La protesta si inserisce inoltre nella più ampia campagna avviata dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra sul litorale della Penisola sorrentin
a e di Castellammare di Stabia, con sopralluoghi e denunce pubbliche sulla gestione degli spazi demaniali. La questione del rapporto tra concessioni balneari e libero accesso alla costa è infatti tornata con forza al centro del dibattito durante questa estate.
La battaglia continua
Quella di oggi, dunque, non viene presentata dai promotori come una semplice manifestazione, ma come una nuova tappa di una battaglia destinata a proseguire.
Già nei giorni scorsi Borrelli e Scarpato avevano annunciato l'intenzione di tornare al Bikini per fare il bagno insieme, senza pagare l'accesso allo stabilimento, proprio per ribadire simbolicamente che «il diritto al mare non si paga».
Il caso del Bikini continua così ad alimentare il confronto sul futuro delle coste campane e, più in generale, sul confine tra attività degli stabilimenti balneari e diritto dei cittadini alla libera fruizione del mare.
La mobilitazione di oggi ha riportato la questione al centro dell'attenzione, con le immagini e i video diffusi sui social dagli stessi protagonisti che stanno rilanciando la protesta anche sul web.
Le parole di Borrelli
Quella di stamattina è una straordinaria e chiara presa di posizione da parte dei cittadini, che sono stanchi di subire angherie, prepotenze e soprusi da parte di chi scambia il demanio marittimo per una proprietà privata”. Ha detto il deputato Borrelli. “L'altissima e straordinaria partecipazione registrata oggi dimostra in modo inequivocabile che le spiagge appartengono alla collettività e non a quei pochi furbetti che pensano di poter fare i propri comodi calpestando le leggi e i diritti altrui. Questa battaglia per la libertà di accesso al mare non si ferma qui, la porteremo con determinazione in tutta Italia e replicheremo manifestazioni di questo tipo ovunque vi siano concessioni che violano le regole e tengono ostaggio la costa. Giù le mani dalle spiagge e dal mare dei cittadini”. Ha concluso il deputato di AVS.