Non è una vigilia come le altre per Antonio Conte. Il ritorno del suo passato, il Chelsea, si intreccia con un presente fatto di risposte piccate, infermerie affollate e una difesa strenua del DNA azzurro. Il tecnico leccese, in una conferenza carica di elettricità, ha toccato ogni corda: dal mercato all'evoluzione tattica, fino alla replica durissima a Luciano Spalletti. ong>
Il capitolo Diego Costa e l'indifferenza del tecnico
La conferenza lascia un netto distacco dalle polemiche esterne. Interpellato sulle recenti critiche mosse da Diego Costa, Conte non ha usato giri di parole, liquidando la questione con la freddezza di chi non vuole distrazioni: "Nel mondo del calcio convivono intelligenza e mediocrità, e io scelgo di non sprecare energie con chi non merita attenzione". Il mister ha ricordato i successi condivisi a Londra, sottolineando però le turbolenze caratteriali dell'attaccante: "Insieme abbiamo trionfato in Premier, nonostante lui abbia cercato di andare via tre volte in un solo anno. Il resto è rumore di fondo che non mi appartiene".
L'evoluzione del calcio moderno: struttura e strategia
Spostando il focus sul campo, Conte ha offerto una lezione di tattica contemporanea, spiegando come il gioco sia cambiato radicalmente. Non esiste più l'attesa nella propria metà campo: oggi il diktat è il dominio e la pressione alta. "Il calcio viaggia a una velocità spaventosa. Se non ti aggiorni, diventi mediocre", ha avvertito. Il tecnico ha enfatizzato l'importanza dei calciatori creativi per scardinare le difese chiuse e la necessità di avere fisicità sui calci piazzati, citando l'Arsenal come modello: "La struttura conta: se hai una squadra di soli brevilinei, paghi dazio. Anche un fallo laterale oggi deve essere un'arma letale".
Il bollettino di guerra: l'infermeria non dà tregua
Il tema più dolente resta quello degli infortuni, definiti da Conte come "inspiegabili" per dinamica e durata. Non si parla di semplici affaticamenti, ma di veri e propri calvari clinici che hanno colpito pilastri come Lukaku, De Bruyne, Neres e Anguissa. "Sfido chiunque a mantenere certi livelli con una lista di indisponibili così lunga e pesante", ha sbottato il mister. Su Lukaku, la cautela è massima: il belga non è ancora al top dopo il serio problema al retto femorale della coscia sinistra, e il suo impiego resta col contagocce.
Lo scontro a distanza con Spalletti: "Rispetto per lo Scudetto"
Il momento di massima tensione è arrivato quando sono state riportate le parole di Luciano Spalletti, che avrebbe definito il Napoli "ex campione d'Italia". La replica di Conte è stata una sciabolata: "Definizione infelice e priva di tatto. Noi portiamo ancora il tricolore sul petto e meritiamo rispetto per quanto fatto". Pur ribadendo la stima professionale per il collega, Conte ha rispedito al mittente l'etichetta di "ex": "Mancano sedici partite, toglierci il titolo ora è prematuro e sgradevole. Io non mi sarei mai permesso una simile uscita".
Verso il Chelsea: il ruggito del Maradona e l'ottimismo della volontà
Infine, lo sguardo si volge alla sfida titanica contro i Blues. Nonostante il vento contrario e le "onde altissime" rappresentate dalle assenze e dai risultati recenti (come il rammarico per la sfida col Copenaghen), Conte invoca la forza dell'ambiente. "Il Chelsea è un colosso mondiale, ma noi abbiamo il Maradona". Il tecnico chiede un patto d'acciaio con la tifoseria: "Dobbiamo trasformare lo stadio in un'onda azzurra travolgente. I ragazzi stanno dando l'anima in una situazione d'emergenza che molti ignorano. Non abbiamo paura di nessuno, andremo a testa alta contro i migliori".
L’attesa per la sfida europea contro i Blues freme, e Scott McTominay si presenta ai microfoni con la consapevolezza di chi è diventato un pilastro del centrocampo azzurro. La sua analisi parte da lontano, dai legami con il passato, per poi tuffarsi nel presente tattico della squadra di Conte.
Uno sguardo al passato e la crescita tattica
Nonostante il focus sia ovviamente tutto sulla sfida del Maradona contro il Chelsea, lo scozzese ha dedicato un pensiero al Manchester United targato Carrick: un’ascesa che non lo lascia sbigottito, anzi, Scott ha ribadito la sua stima verso l’ex compagno, augurandogli il massimo dei successi in un percorso iniziato sotto i migliori auspici. Spostando l'attenzione sul rettangolo verde, il centrocampista ha fatto autocritica sulla sua pericolosità offensiva: analizzando le proprie prestazioni, ha ammesso di dover sfruttare con più convinzione la conclusione dalla distanza, una risorsa che intende mettere maggiormente al servizio del collettivo a seconda delle dinamiche dei match.
Il ruolo nel cuore del Napoli e la sfida ai Blues
Sul fronte qualificazione, McTominay preferisce non guardare troppo in là: i playoff sembrano ancora un orizzonte distante e la concentrazione è rivolta esclusivamente alla forza del Chelsea, avversario già colpito in passato ma oggi più temibile che mai. Il suo ruolo, nel frattempo, si è evoluto. Sebbene Hojlund lo prenda in giro per le doti aeree, lo scozzese si gode la sua nuova posizione al fianco di Lobotka. Un baricentro leggermente più basso che non ne frena però l'istinto per l'inserimento: l'obiettivo resta quello di presidiare l'area di rigore ogni volta che se ne presenta l'opportunità.
Gestire l'emergenza e la voglia di riscatto
Infine, il tema caldo dell'infermeria e del fitto calendario. McTominay non cerca scuse: sebbene il logorio fisico sia un dato di fatto e la gestione degli infortuni rappresenti un rompicapo per lo staff tecnico, la filosofia è quella dell'accettazione e della resilienza. Il Napoli arriva a questo appuntamento dopo un passo falso, ma la parola d'ordine è reazione. Gli errori commessi sono stati messi sotto la lente d'ingrandimento per trasformare la delusione in benzina.
La chiusura è un manifesto d'intenti: il recupero fisico è stato curato nei minimi dettagli per farsi trovare pronti. Domani, in un'atmosfera che si preannuncia elettrica, McTominay e compagni non cercheranno solo una prestazione da professionisti, ma una vera e propria impresa davanti al proprio pubblico.