Dal Mondo

Un paese in eterna attesa di svolte e riordini


Ancora attesa, fino al prossimo giugno, e quindi fino al secondo semestre dell’anno, per capire il futuro dell’attuale legislatura e delle diverse misure e promesse prese, in materia economica e non, per il Paese. È stato chiaro Giovanni Tria, Ministro dell’Economia, che ha rimandato al prossimo semestre il bilancio sulla crescita economica del Paese. Nel calderone rientrano un po’ tutte le misure volute dal governo: flat tax, Quota 100, Reddito di Cittadinanza, Decreto Dignità. Stando a Conte ci si doveva aspettare un primo semestre di crescita e così non è stato, ora si riparla di crescita dopo una prima parte di 2019 di totale assestamento.

La sensazione, sempre più diffusa, è che tutto resti come è, fino alle prossime elezioni europee fissate al prossimo 26 maggio che, si sa, non influiranno molto direttamente sui singoli governi nazionali in tutta Europa ma, indirettamente, molto potranno dire per il futuro politico dell’Italia: a cominciare dalla compattezza della sua maggioranza, che potrebbe vedere una parte prevalere sull’altra in termini di consensi (Lega-5Stelle, n.d.r) ma anche riflessi sulla minoranza e sul centro-sinistra che riparte da Zingaretti: le europee saranno il primo, importante banco di prova per la sinistra. Intanto l’Italia attende le riforme e soprattutto un cambio di marcia. E da questa tendenza non sfugge nemmeno il gioco pubblico.

Resta ancor

a in vigore luglio come termine ultimo prima dell’effettiva e totale attuazione del Decreto Dignità, mentre si attendono le linee guida definitive affidate ad AGCOM e per le quali, con ogni probabilità, si dovrà attendere. In bilico anche il Riordino del settore, annunciato e confermato ma mai attuato: si spera se ne torni a parlare quanto prima. Evitando che la situazione sfugga una volta per tutte di mano. Ma al futuro occorre guardare con ottimismo, ed è questo quel che filtra tra gli addetti ai lavori. Intanto una buona notizia: è stato nominato, con ratifica del Consiglio dei Ministri, il sottosegretario Alessio Mattia Villarosa con delega per i giochi. Un incarico non scontato e che si affianca a quello di Giancarlo Giorgetti in materia di match-fixing, il tutto legato al mercato delle scommesse sportive: una mossa che fa capire chiaramente le larghe ambizioni del governo in materia di gioco. Il Governo continua a guardare al gioco con grande attenzione. Ma la partita è ancora tutta da giocare e si dovrà, in maniera snervante, attendere ancora prima che le mosse vengano fatte. Il Governo, intanto, col nuovo delegato, potrà farsi un’idea ancora più specifica e settoriale dell’industria gioco, sempre più importante per finanziare lo Stato e incapace di dare più di quanto già dà all’Italia e all’economia del paese.

Aspettare, soprattutto, un Riordino, stavolta vero, è un obiettivo irrinunciabile ed imprescindibile per tutti, tramite il quale superare la questione territoriale e garantire un futuro al settore, ad un pezzo importante dell’economia nostrana. Si spera, insomma, nella buonafede del Governo e del nuovo sottosegretario. E intanto si attende, si attende ancora…


venerdì 3 maggio 2019 - 14:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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