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Trump pronto all'attacco, 'vediamo cosa fa l'Iran'

'Ci hanno detto che hanno fermato massacri e esecuzioni, verificheremo'. Teheran: ora c'è calma. Ma chiude lo spazio aereo

di Claudio Salvalaggio per Ansa


Le autorità iraniane hanno il "controllo totale" della situazione: lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista a Fox News, dopo oltre due settimane di proteste duramente represse.
"Dopo tre giorni di operazioni terroristiche, ora c'è calma. Abbiamo il controllo totale" della situazione, ha dichiarato alla rete americana, secondo estratti di un'intervista registrata oggi. 
 Il sito di monitoraggio del traffico aereo 'FlightRadar24' informa che l'Iran ha emesso un 'notam' - un avviso ai piloti e alle compagnie aeree - che chiude lo spazio aereo a tutti i voli, tranne ai voli internazionali da/per l'Iran con permesso. 
 
Sembra sempre più imminente un'azione americana in Iran, mentre Washington ritira "a titolo precauzionale" parte del personale dalla base in Qatar (seguita da Londra) e da altre basi chiave in Medio Oriente, dopo le minacce di ritorsioni da parte di Teheran contro le forze Usa nella regione in caso di attacco. Due funzionari europei hanno riferito alla Reuters che un'operazione militare statunitense sembra probabile, e secondo uno dei due potrebbe avvenire entro giovedì.

Donald Trump ha minacciato apertamente da giorni di intervenire, senza fornire dettagli, e in un'intervista a Cbs ha promesso "azioni molto forti" se Teheran eseguirà condanne a morte dei manifestanti. Salvo poi precisare in serata di essere stato informato che "le uccisioni in Iran si sono fermate e non c'è nessun piano di esecuzioni". Parole difficili da interpretare ma che potrebbero lasciar spazio ad un rinvio della decisione di attaccare e ad un segnale da parte di Teheran.

"Sarei molto deluso se queste informazioni non si rivelassero vere, verificheremo", ha aggiunto il tycoon lasciando sul tavolo la pistola fumante.
Il tycoon ha comunque minimizzato le preoccupazioni su possibili rappresaglie: "L'Iran ha detto la stessa cosa l'ultima volta che li ho colpiti, quando avevano ancora la capacità nucleare, che ora non possiedono più. Farebbe meglio a comportarsi bene". Intanto però è stato dato l'ordine di lasciare l'Al-Udeid Air Base in Qatar, la più grande base Usa nella regione (circa 10 mila militari americani), già colpita da Teheran a giugno dopo i raid americani contro gli impianti nucleari iraniani. Nel frattempo, tre Paesi arabi alleati degli Usa — Arabia Saudita, Qatar e Oman — hanno avviato sforzi diplomatici dietro le quinte per prevenire un'azione militare americana, preoccupati delle conseguenze sull'intera regione, come ha confidato un dirigente locale alla Cnn. "Qualsiasi escalation militare avrà conseguenze per l'intera regione, compresi sicurezza ed economia", ha avvisato la fonte.

Ma, dopo le ripetute minacce di intervenire, Trump ora si sente obbligato a darvi seguito, memore dei presidenti che non hanno fatto rispettare le proprie "linee rosse", tra cui Barack Obama, che decise di non colpi

re la Siria dopo l'uso di armi chimiche nel 2013. "Parte della questione è che ora ha tracciato una linea rossa e sente di dover fare qualcosa", ha detto una fonte alla Cnn, aggiungendo che il presidente quasi certamente agirà. Rimane da decidere quale tipo di azione intraprendere. Il Consiglio per la sicurezza nazionale si è riunito martedì per definire ulteriormente una serie di opzioni. Trump, che ha partecipato all'incontro di oltre due ore dopo essere rientrato a Washington da un viaggio in Michigan, è stato aggiornato sul numero di vittime in Iran e sulle aspettative statunitensi su come potrebbe evolvere la brutale repressione del regime, comprese eventuali esecuzioni. Durante il briefing gli sono stati mostrati video dal terreno in Iran.
Il team per la sicurezza nazionale è diviso sul da farsi riguardo ad un possibile attacco cinetico, ma concorda che qualsiasi mossa militare non includerebbe truppe a terra ed esclude un coinvolgimento bellico prolungato in Iran. Una delle opzioni sul tavolo del presidente è un attacco chirurgico contro strutture legate ai servizi di sicurezza iraniani, ritenuti responsabili della repressione dei manifestanti, o un cyber attack per paralizzare le reti di comunicazione dei pasdaran e degli altri apparati di repressione. A Trump inoltre è stato sottoposto un piano PsyOps per operazioni psicologiche militari.
Gli Stati Uniti dispongono di forze in tutta la regione, incluso il quartier generale avanzato del Comando Centrale a Al Udeid in Qatar e il quartier generale della Quinta Flotta della Marina a Bahrain. Ma non hanno portaerei in zona, mentre difficilmente i Paesi arabi daranno l'autorizzazione a un'azione offensiva alle squadriglie di cacciabombardieri Usa schierate nei loro territori, per timore di ritorsioni. Il commander in chief può quindi lanciare soltanto una serie limitata di attacchi, usando un numero ridotto di bombardieri con decollo dagli Stati Uniti o di missili cruise Tomahawk imbarcati su tre navi della flotta. 

Il Regno Unito chiude temporaneamente l'ambasciata a Teheran
L'ambasciata britannica nella capitale iraniana Teheran è stata "temporaneamente chiusa", ha dichiarato il governo di Londra. "Abbiamo temporaneamente chiuso l'ambasciata britannica a Teheran, che ora opererà da remoto", ha dichiarato un portavoce del governo. "Le indicazioni di viaggio del Ministero degli Esteri sono state aggiornate per riflettere questa modifica consolare". 

Lufthansa: eviteremo lo spazio aereo Iran e Iraq fino a nuovo avviso
Il gruppo Lufthansa ha annunciato che le sue compagnie aeree eviteranno lo spazio aereo iraniano e iracheno "fino a nuovo avviso", a seguito delle minacce statunitensi contro l'Iran. Il gruppo, che, oltre a Lufthansa comprende ITA Airways, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Discover, Eurowings e Swiss, ha spiegato in una nota di evitare questi spazi aerei "a causa dell'attuale situazione in Medio Oriente". 


giovedì 15 gennaio 2026 - 08:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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