Corruzione, peculato, abuso d'ufficio e falso. Queste sono le ipotesi di reato su cui la Guardia di Finanza sta indagando per quattro figure di primo piano della SMA Campania, partecipata regionale che si occupa di interventi sparsi in materia di ambiente in collaborazione con gli enti comunali. La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta sulla gestione della partecipata, iscrivendo i quattro suddetti nel registro degli indagati. La vicenda fa riferimento alla gestione del servizio della cassa economale, in particolare alle spese ritenute urgenti o straordinarie che prevedono l’utilizzo di contanti, un utilizzo anomalo del denaro su cui la magistratura intende fare luce. L'ipotesi è che qualcuno abbia deciso di approfittare della situazione, esagerando nelle richieste di rimborso. Un flusso di denaro che non è passato inosservato, considerando soprattutto che la SMA è gravata da una mole debitoria tutt'altro che trascurabile. Nell'ottica della
verifica dei presunti rimborsi fittizi che avrebbero generato una voragine nei conti della SMA, la Procura di Napoli ha dato l'ok al sequestro di documenti giustificativi delle spese effettuate in contanti dalle sedi territoriali.
Le fiamme gialle hanno dunque fatto scattare i controlli serrati presso il Soup (Sala operativa unificata permanente) di piazzale Cesare Battisti a Torre del Greco e presso le sedi di via Salvatore Di Giacomo a Castellammare di Stabia, di via Orto Botanico nel piano Napoli a Boscoreale, di via San Marco a Marano di Napoli, della strada statale per Agerola a Gragnano e di via Iasolino a Ischia. I finanzieri hanno portato via centinaia di documenti che attesterebbero spese urgenti o straordinarie ritenute sospette. Per adesso sono quattro le figure finite nel mirino della Procura, ma non è da escludere che, qualora fosse accertato l'illecito, l'indagine possa allargarsi a macchia d'olio coinvolgendo anche altri profili.