Una tragedia, quella di Mottarone, che ha scosso l’Italia intera. 14 vite spezzate, in seguito all’impatto al suolo della Funivia per cause ancora da chiarire, e un bimbo, ricoverato in prognosi riservata, che lotta tra la vita e la morte. Alla luce di questa catastrofe, molti degli stabiesi si sono posti dei quesiti circa la sicurezza della Funivia del Faito. Ebbene, secondo le informazioni raccolte dal collega Gimmo Cuomo del Corriere del Mezzogiorno, il responsabile dell’impianto, Pasquale di Pace, ha parlato dei controlli quotidiani effettuati tutti i giorni della settimana, prima di ogni partenza dalla stazione centrale di Castellammare. A differenza della Funivia del Lago Maggiore, all’interno della cabina, in grado di raggiungere i 1100 metri, è sempre presente un “conducente”. Inoltre, il sistema di frenaggio, in caso di rottura di pilastri, viene supportato da una fune portante e una traente, in grado di mettere tempestivamente in sicurezza la Funivia in caso di eventuali problemi. Dunque, la risposta al quesito iniziale: «Siamo molto lontani da quello che p
otrebbe succedere di tragico in un impianto del genere. Siamo comunque molto dispiaciuti per ciò che è accaduto.» così, Catello D’Orsi, lavoratore presso la Funivia del Faito. L'afluenza di visitatori, nei giorni dopo la tragedia, non ha subito cali (si parla di 50/60 viaggiatori al giorno). All’interno della cabina è presente un impianto di emergenza, munito di cornetta. In caso di vento forte (si parla di 31 kmh) e la Funivia cominciasse a oscillare, dall’impianto si attiva un allarme acustico che avvisa tempestivamente il conducente al passaggio dei piloni. In questi casi, viene allertato il macchinista che effettua un ulteriore rallentamento rispetto a quello programmato. In caso di pericolo, è previsto l'arresto elettrico e il macchinista prende le disposizioni del conduttore, guidandolo fino al passaggio del pilone. Il responsabile dell’impianto ha, inoltre, spiegato che per legge dev’essere presente in cabina un conduttore. Per tale motivo tuttora gli esperti si chiedono, come mai allora non ne era presente uno il giorno della tragedia?