“È questo un giorno di memoria profonda, in cui l’Italia intera si stringe attorno ai valori della Costituzione, della libertà e della pace, ricordando il sacrificio di chi ha dato la vita per difendere i confini e la dignità della nostra Patria”. Con queste parole il sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, ha aperto le celebrazioni della Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate, che si sono svolte all’interno della villa comunale Ciaravolo, tra la zona della casa del combattente e il monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, la presidente della commissione sanità del consiglio regionale, Loredana Raia; il comandante della Capitaneria di porto di Torre del Greco, Angelo Labella (che ha dato lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al ministro della difesa, Guido Crosetto); gli altri rappresentanti delle forze armate e dell’ordine presenti in città; il presidente delle associazioni combattenti e reduci e mutilati e invalidi di guerra, Antonio Cetronio.
“Celebrare questa ricorrenza a Torre del Greco – ha proseguito il primo cittadino – assume un significato unico, intimamente legato all'anima e alla storia della nostra comunità. La nostra è una terra antica di marinai, pescatori, artigiani del corallo e del cammeo. Una città che ha fatto del coraggio e della resilienza, sotto l'ombra vigile del Vesuvio e di fronte all'immensità del mare, il proprio tratto distintivo. E proprio dal mare e dalla terra sono partiti, nelle tragiche pagine dei conflitti mondiali, tantissimi giovani torresi. Ragazzi strappati alle loro famiglie, alle nostre officine di incisione,
alle nostre imbarcazioni. Giovani che hanno scambiato gli strumenti di un lavoro nobile e faticoso con le armi, per servire un ideale più grande: un'Italia unita, libera e democratica. Il nostro pensiero oggi va a loro. Va ai caduti corallini della Grande Guerra e del secondo conflitto mondiale. Ricordiamo il loro sacrificio non come un freddo dato statistico, ma come carne della nostra carne, storia della nostra storia”. Poi il riferimento a Vincenzo Ciaravolo, medaglia d'oro al valor militare, al quale è intitolata la villa comunale posto a corso Vittorio Emanuele, “simbolo eterno del coraggio di questa città”.
“Ma il nostro ricordo – ha aggiunto Mennella – si estende a tutti i figli di Torre del Greco che non hanno fatto ritorno, i cui nomi sono scolpiti nel marmo dei nostri monumenti e, ancora prima, nella memoria delle nostre famiglie. Oggi le nostre forze armate, a cui va il nostro più sentito e caloroso ringraziamento, non difendono soltanto i confini. Sono garanti di pace, di stabilità e di sicurezza, in Italia e nelle numerose missioni internazionali di pace. Operano con lo stesso spirito di servizio e di solidarietà che i torresi conoscono bene, quello spirito che ci vede sempre pronti a tendere la mano nelle difficoltà”.
“Cari concittadini – le ultime parole del sindaco – la memoria non è un esercizio del passato, ma un dovere per il futuro. Soprattutto per i nostri giovani. A loro dobbiamo trasmettere il valore della pace, che non è mai scontata, ma che va custodita e alimentata ogni giorno attraverso il rispetto, la solidarietà e il senso civico. Custodire la memoria dei nostri caduti significa onorare Torre del Greco, significa onorare l'Italia”.