Cronaca

Torre Annunziata - Pizzo a Gomorra, il processo: la produzione terminò i soldi per le riprese

La villa utilizzata era di Francesco Gallo, alias ‘o pisiello, ritenuto uno dei capi del narcotraffico del rione Penniniello di Torre Annunziata ed oggi in carcere al 41 bis.

di Luigi D'Agata


I fondi per girare la prima stagione di Gomorra ad un certo punto sono finiti: c’era un buco nel budget ed erano stati fatti degli sprechi. Tra questi ultimi ci potrebbero essere anche i soldi pagati al clan in forma di pizzo per utilizzare la villa del boss di Torre Annunziata per le riprese. Come sono avvenuti quei pagamenti: è questo uno degli elementi che man mano sta venendo fuori nel corso del processo che vede imputati due ex manager di Cattleya, la società produttrice della fortunata serie con protagonista la famiglia malavitosa dei Savastano. Nelle scorse ore si è tenuta una nuova udienza durante la quale hanno testimoniato l’amministratore delegato e il produttore cinematografico che hanno raccontato del periodo a cavallo delle riprese. La villa utilizzata era di Francesco Gallo, alias ‘o pisiello, ritenuto uno dei capi del narcotraffico del rione Penniniello di Torre Annunziata ed oggi in carcere al 41 bis. Nessun altro della produzione sarebbe stato a conoscenza dell’estorsione

da pagare, ma c’era solo preoccupazione per l’utilizzo dell’abitazione una volta che Gallo era finito in manette nel 2013. La speranza era di continuare ad utilizzare quella casa sfarzosa, che rispecchiava perfettamente il volere anche del regista, pagando un canone all’amministratore giudiziario. Invece quello da pagare era proprio il boss.

Il caso è scoppiato poi nel luglio del 2014 quando i carabinieri hanno fatto scattare il blitz che ha portato all’arresto di tre persone. In ballo c’era un versamento alla camorra di 30mila euro da pagare in tranche di 6mila euro alla camorra. L’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Napoli in parziale accoglimento della richiesta dell’Antimafia, era stata emessa nei confronti di Francesco Gallo e dei genitori, perché gravemente indiziati del delitto di estorsione aggravata dal metodo di intimidazione camorristica nei confronti dei responsabili della produzione televisiva Gomorra.


martedì 24 ottobre 2017 - 09:29 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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