I commercianti oplontini ripiombano nel terrore, stretti nella morsa della mala locale. Attorno a mezzanotte un boato ha infatti svegliato la città, seguito dal rumore delle sirene dei carabinieri. Un ordigno è stato fatto esplodere nella tarda serata di ieri davanti ad una macelleria di via Carlo Poerio. La saracinesca è stata danneggiata e l'esercizio commerciale recintato. Già in passato quella macelleria era stata presa di mira. Le indagini dei militari sono già partite: anche alla luce della recidività delle azioni la versione del titolare - convinto di non avere nemici in città - non convince appieno. D'altro canto nemmeno le immagini della telecamera esterna hanno portato all'immediato riconoscimento dei colpevoli: tutte le piste restano quindi potenzialmente plausibili. E dopo il furto di 900 euro fatto registrare ieri ad opera della 'banda della Yaris' ad un altro esercente la preoccupazione sale.
Il consigliere d'opposizione Pierpaolo Telese ha commentato l'ultimo con parole decise: "La violenza criminale non accenna ad arretrare in questo nostro territorio sfortunato, nonostante arresti e condanne". Dall'avvocato oplontino anche un monito alla politica
postando le foto del negozio danneggiato: "Il cancro di una camorra piegata, ma evidentemente non vinta si sta mangiando tutte le speranze di riscatto. La politica deve abbandonare il ruolo da spettatore e la mentalità da amministratore di condominio e ricominciare a produrre idee e progettare, ma, soprattutto, passare dalle chiacchiere ai fatti". L'attentato avviene proprio a ridosso della manifestazione organizzata dal presidio di Libera Torre Annunziata che ha annunciato un'assemblea pubblica per il prossimo 9 ottobre con una passeggiata simbolica attorno a palazzo Fienga. "L'assemblea prende spunto anche ma non solo da alcuni fatti di cronaca che hanno caratterizzato l'ultimo periodo la vita della nostra città: il ritrovamento di alcune scritte inneggianti alla camorra, le operazioni di ordine pubblico che hanno portato all'arresto di diverse persone e diversi atti di violenza che si perpetuano verso i giovani della nostra città ad opera di altri giovani che assumendo atteggiamenti violenti intendono affermare la loro autorità sul territorio", con queste parole don Ciro Cozzolino ha chiamato a raccolta forze dell’ordine, avvocati, magistratura, scuole, associazioni, parrocchie presso il salone della Basilica della Madonna della Neve.