Altri tre mesi per indagare sugli atti amministrativi del Comune di Torre Annunziata. La commissione d’accesso ha chiesto la proroga fino ad aprile per verificare se ci sono state infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno dell’attività dell’ente. Ci sarebbero nuovi dettagli da approfondire per il viceprefetto Dario Annunziata, il vicequestore del commissariato di Torre Annunziata Manuel Bruno e il capitano del nucleo investigativo dei carabinieri Roberto Lunardo. E la proroga, di fatto, farà slittare qualsiasi decisione alla primavera, quando la città sarà già proiettata verso le elezioni amministrative. Il rischio di uno scioglimento in piena campagna elettorale appare dunque concreto, anche se saranno da valutare anche le tempistiche, dato che nel frattempo potrebbero essere presentate anche le liste elettorali con la data delle amministrative che si avvicinerà in maniera inesorabile. Sullo sfondo resta sempre lo sca
ndalo delle tangenti che ha travolto l’ufficio tecnico comunale e l’ex dirigente Nunzio Ariano, arrestato poco più di un anno fa per aver intascato una mazzetta da una ditta per un appalto relativo all’adeguamento Covid di una scuola. La tangentopoli oplontina ha poi coinvolto anche il vicesindaco Luigi Ammendola, arrestato e poi scarcerato, e pare ci siano anche altri esponenti della politica nel calderone su cui indaga la Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Se a Castellammare di Stabia ormai la decisione è imminente sul possibile scioglimento o meno dell’amministrazione comunale, per Torre l’attesa si prolungherà ancora. E la lenta agonia dell’amministrazione guidata da Vincenzo Ascione rischia di arrivare fino a conclusione del mandato, per poi comprendere se la politica continuerà ad aver spazio nelle stanze di Palazzo Criscuolo o se saranno necessari due anni di commissariamento per ripulire un ente falcidiato dagli scandali.