Le vittime del crollo di via Rampa Nunziante restano vive nel ricordo indelebile dei loro cari, che ieri si sono trovati a mezzogiorno davanti al piazzale dove sorgeva il palazzo, per osservare un minuto di raccoglimento in memoria delle otto persone - tra cui anche due bambini - che persero la vita quel maledetto 7 luglio 2017.
Sono stati attimi toccanti quelli vissuti a cavallo delle 12, a Natale, alla presenza di circa 40 persone che hanno voluto rendere omaggio a chi non c'è più.
Già martedì scorso, presso la chiesa della Santissima Trinità di via Gino Alfani, era stata celebrata una messa in suffragio con l'omelia di don Ciro Cozzolino. Anche ieri il parroco oplontino ha voluto rimarcare pubblicamente la necessità di abbattere il muro di omertà che
ancora oggi avvolgerebbe la vicenda. «Chi sa parli, collabori con la giustizia», ha detto don Ciro. L'attività investigativa sul caso si è infatti conclusa ad aprile con l'invio di 16 avvisi di garanzia. Nel corso dell'udienza preliminare davanti al Gip, il pm aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati: risponderanno a vario titolo di omicidio colposo, disastro e falso ideologico.
Al termine del raccoglimento gli astanti hanno deposto un mazzo di fiori sullo striscione raffigurante i volti delle persone rimaste uccise nel cedimento strutturale dello stabile. A un anno e mezzo dal tragico evento, con la giustizia che sta provando a compiere il proprio corso per accertare le eventuali responsabilità del crollo, Torre Annunziata non dimentica i propri figli.