Per otto lunghi anni è rimasto lì, abbandonato, silenzioso testimone di una tragedia che ha segnato per sempre Torre Annunziata. Ora, finalmente, il civico 15 di Rampa Nunziante è stato murato dal Comune, ponendo fine a uno stato di degrado che aveva trasformato l’edificio in un rifugio per tossicodipendenti e senzatetto, con gravi rischi per la sicurezza e l’igiene pubblica. Quel palazzo, crollato il 7 luglio 2017, ha spezzato otto vite, tra cui quelle di due bambini, e da allora è rimasto fermo nel limbo di un iter giudiziario ancora in corso, senza una destinazione chiara. Un luogo simbolo del dolore, che negli anni si è trasformato in una ferita aperta per la comunità, lasciata senza risposte e costretta a convivere con uno scheletro di cemento e macerie. L’intervento di chiusura è stato avviato su richiesta pressante dei residenti, che da tempo denunciavano la presenza di persone che si introducevano nell’edificio abusivamente, accendendo fuochi, accumulando rifiuti e rendendo la zona insicura. Il sindaco Corrado
Cuccurullo ha spiegato le ragioni dell’operazione, sottolineando la necessità di dare un segnale di cambiamento: “La situazione era diventata complicata e abbiamo raccolto le preoccupazioni dei residenti. Stiamo lavorando alla riqualificazione della Rampa, arteria fondamentale nella viabilità cittadina. Non possiamo lasciare quel rudere in piedi per sempre. Lo dobbiamo alle otto vittime che quella maledetta mattina del 7 luglio 2017 hanno perso la vita. Li ci dovrà essere altro”. L’obiettivo dell’amministrazione non è solo quello di sigillare un edificio pericoloso: si punta a una vera e propria riqualificazione urbana dell’area. Rampa Nunziante, infatti, è una strada di fondamentale importanza per la viabilità cittadina e non può restare segnata dal ricordo della tragedia e dal degrado. Parole che aprono alla possibilità di un progetto di recupero urbanistico e sociale, che possa dare nuova vita a quel luogo, trasformandolo da simbolo di dolore a spazio di memoria e rinascita per la città.