Un rogo, appiccato poco dopo le 2 della notte fra sabato e domenica, 'illumina' via Carminiello, nella periferia Sud di Torre Annunziata. A finire praticamente carbonizzata è una piccola bottega di detergenti e prodotti per la casa. Sul posto, avvisati dai residenti dei palazzi limitrofi, accorrono i vigili del fuoco che nel giro di qualche ora riescono a domare le fiamme. Il responso, tuttavia, non riporta la quiete in città: la natura dell'incendio è stata di origine dolosa.
Immediate scattano le indagini dei carabinieri della compagnia oplontina, giunti in loco per i primi rilevamenti di rito e le per ascoltare i titolari del negozio. Loro, i proprietari, risultano naturalmente i più scossi per quanto accaduti, ma dalle parole proferite agli investigatori non trapelano rapporti di nessun tipo con la criminalità organizzata, né richieste estorsive presentate nei giorni precedenti.
Del resto il periodo p
re pasquale lascerebbe supporre, almeno nelle fasi iniziali delle indagini, una possibile ondata di 'visite' da parte degli uomini di malaffare. Ovviamente prematuro parlare con certezza di piste calde, dal momento che i militari hanno specificato espressamente di non aver escluso alcuna ipotesi. Le ultime indiscrezioni trapelate da fonti investigative, tuttavia, lasciano credere che il percorso da battere con priorità sia quello legato al mondo della droga.
In atto sul territorio oplontino ci sarebbe infatti una nuova spartizione delle piazze, fenomeno che nell'ultimo periodo avrebbe portato al susseguirsi di raid punitivi da parte dei clan. A rendere ancor meno credibile la pista del racket, un secondo episodio incendiario verificatori sempre nel week end, con un'auto data alle fiamme in via Porto. Non è ancora chiara l'esistenza di un legame tra i due fatti, ma le modalità affini di azione hanno insospettito non poco i carabinieri.