«Festa patronale sponsorizzata da chi sta realizzando le cisterne al porto. Assurdo tutto questo. Finché succedono certe cose non si potrà mai cambiare questa città». Parole e musica dell'ex presidente dell'Associazione Commercianti di Torre Annunziata, Giuseppe Pagano, intervenuto nel corso dell'incontro organizzato da Libera con i commercianti torresi con l'obiettivo di avviare iniziative di lotta alla camorra e di rilancio del commercio nella città oplontina.
Pagano ha lanciato accuse dirette alla Isecold, che sta realizzando le cisterne di idrocarburi nel porto di Torre Annunziata. Cisterne che, a detta dei comitati civici, sarebbero illegittime e sulle quali indaga ora la Procura della Repubblica. Proprio la Isecold - ha affermato Pagano - avrebbe «sborsato soldi per sponsorizzare la Festa della Madonna della Neve a Torre Annunziata».
Tra i principali promotori dell'evento di ieri anche don Ciro Cozzolino, referente di Libera in terra oplontina. «Le sfide che deve affrontare il comparto del commercio sono enormi e non possono essere affrontate da soli - ha spiegato ai presenti -. Dobbiamo andare avanti tutti insieme. Credo che sia arrivato il momento di mettere da parte la paura perché la paura non ci permette di rilanciare il commercio. Inoltre, bisogna far ca
pire che il commercio non è solo un problema dei commercianti ma riguarda tutti quanti noi. Il commercio è la spina dorsale di un territorio, perciò diventa un problema di tutti».
E almeno in questo senso, la cittadinanza ha risposto 'presente' all'appello. All'incontro hanno infatti partecipato Lucia Marchese e Beatrice Pastore, i cui mariti sono stati assassinati per aver denunciato il pizzo. In prima fila anche Pasquale Del Prete, imprenditore di Ercolano e referente dell'associazione antiracket, il quale ha parlato del 'Modello Ercolano'. Presenti inoltre il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione, il vicesindaco Gaetano Veltro, l'assessore ai lavori pubblici Luigi Ammendola, il tenente colonnello dei carabinieri Filippo Melchiorre, rappresentanti della polizia di stato e della guardia di finanza. E il succo del messaggio di don Ciro ha coinvolto proprio le istituzioni: «Un alibi potrebbe essere la mancanza di fiducia nelle autorità. Quando notate qualcosa che non va, ci sono loro - ha evidenziato -. Credo che ci sia anche un problema di cultura. Qui a Torre Annunziata siamo indietro di cinquanta anni. Bisogna mettere da parte gli individualismi e mettersi in rete. Questa è un'opportunità, se la rifiutate può essere che ne arrivi un'altra, ma può essere anche che non ne arrivino più».