Cronaca

Torre Annunziata - Fondi Ue per 'lasciare' la pesca, ipotesi di truffa

Decine di persone indagate dalla Corte dei Conti.

di Luigi D'Agata


Fondi europei per “lasciare” l’attività di pesca, c’è l’ipotesi di truffa: decine di persone indagate dalla Corte dei Conti da Torre Annunziata fino a Napoli, passando per Torre del Greco e costiera amalfitana, non solo pescatori ma anche due dirigenti regionali campani. Un vero e proprio terremoto per un affare milionario: un’opportunità offerta dalla Ue senza rispettarne i requisiti e, forse soprattutto, senza alcun controllo. 75 al momento gli inviti a dedurre inviati dalla Procura contabile della Campania, ma nelle prossime ore il numero potrebbe salire in maniera vertiginosa fino a circa 400 “pescatori”. Ad effettuare le indagini i militari della guardia di finanza dei comandi dei vari Comuni coinvolti.

Cos’è successo? È presto detto. Nel 2006 l’Unione Europea, allo scopo di salvaguardare l’ecosistema dei nostri mari, mise a disposizione un fondo per i pescatori per invogliarli a cambiare attività. Ben 40mila euro ognuno: per ottenerli bastava cancellarsi dal registro dei pescatori marittimi senza possibil

ità di riscriversi per alcuni anni dopo la liquidazione della somma, non avere condanne definitive e aprire una nuova attività entro 18 mesi. Nel 2011 la Regione Campania ha fatto partire il bando al quale in moltissimi hanno partecipato, magari rivolgendosi ad un patronato per completare la domanda.

Ebbene, stando a quanto accertato fino a questo momento da fiamme gialle e Procura della Corte dei Conti, nessuno dei 75 pescatori invitati a dedurre ha mai aperto una nuova attività. Di questi una ventina avrebbero anche condanne penali, per cui avrebbero dichiarato il falso. Parliamo di una maxi-truffa che fino a questo momento ha causato un danno erariale da circa 3 milioni di euro. Ma se i numeri che circolano sui fondi erogato dovessero effettivamente salire, la truffa potrebbe raggiungere un ammontare di 16 milioni di euro. I pm hanno chiesto il sequestro conservativo di beni e di quote, per dei fondi “stravolti” che secondo la guardia di finanza sono stati utilizzati come una semplice buonuscita e per acquistare auto, beni e, talvolta, per organizzare i matrimoni dei propri figli.


lunedì 9 ottobre 2017 - 08:20 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Cronaca