Cronaca

Torre Annunziata - Crollo Rampa Nunziante, per la Procura la tragedia poteva essere evitata

Dopo la chiusura delle indagini, sono 16 gli indagati per la tragedia della scorsa estate. Tra di loro, anche una delle otto vittime: Giacomo Cuccurullo

di Gennaro Esposito


Hanno dato inizio a dei lavori senza prendere in considerazione la salute dell’intera struttura ed hanno causato il crollo dello stabile in Rampa Nunziante. Sono 16 gli indagati per la tragedia che sconvolse Torre Annunziata la scorsa estate, dove morirono otto persone, tra cui due bambini. Secondo la Procura oplontina, che nel corso delle indagini si è servita anche di un pool di esperti, alcuni architetti, tra cui anche Giacomo Cuccurullo, una delle vittime, avrebbero dato inizio a dei lavori nei piani alti nonostante le condizioni non ottimali della palazzina. Una tragedia, quindi, che si poteva tranquillamente evitare se si fossero rispettate le procedure. I lavori all’interno dello stabile, crollato il 7 luglio 2017 all’alba,

hanno portato all’eliminazione di alcuni “maschi murari”. I segni di cedimento erano già visibili secondo la Procura: erano presenti delle crepe che sono state sottovalutate. Per i pm oplontini, i proprietari delle abitazioni (anche loro indagati) e gli architetti che hanno lavorato al progetto – oltre che un dipendente comunale – dovevano informare i vigili del fuoco per mettere in sicurezza l’area. Almeno gli esperti, non potevano non accorgersi della gravità del caso. Ma così non è stato fatto. Nel crollo, come si ricorderà, sono morte otto persone: Giacomo Cuccurullo, Adele Laiola, Marco Cuccurullo, Giuseppina Aprea, Pasquale Guida, Anna Duraccio, Francesca Guida e Salvatore Guida.


mercoledì 18 aprile 2018 - 17:43 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Cronaca