Lo stretto di Hormuz "è chiuso e non riaprirà fino a quando gli Usa non cambieranno atteggiamento e rispetteranno i loro impegni": è quanto dichiarato da Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano.
"Devono prima compiere azioni concrete", ha aggiunto in riferimento agli Usa.
Donald Trump pubblica un'immagine sul suo social Truth dello Stretto di Hormuz accompagnata dalla scritta 'nuovo territorio americano'. Non è la prima volta che il presidente rivendica il cruciale passaggio come di proprietà americana.
"Siamo in una guerra economica, militare e di sicurezza su vasta scala". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Il nemico (gli Stati Uniti) - ha aggiunto - afferma di imporre con facilità le sanzioni più schiaccianti o terrificanti all'Iran, ma noi ci opponiamo a questa guerra impari". Pezeshkian ha inoltre affermato in un discorso televisivo, ripreso da Al-Jazeera, che il governo si "vergogna" dei gravi problemi che affliggono l'economia. Il presidente iraniano ha affermato che Washington, prima della guerra, aveva falsamente previsto che il Paese sarebbe crollato sotto l'aggressione statunitense, diventando simile al Venezuela. "Il nemico aveva valutato che se l'Iran fosse caduto, sarebbe diventato come il Venezuela. Non solo non è successo, ma è diventata una potenza che ha stupito il mondo per la sua resistenza, solidarietà e coesione". Pezeshkian ha affermato che i nemici dell'Iran sperano di "creare
divisione e spaccature nella società attraverso i problemi". "Faremo tutto il possibile per evitare divisioni, spaccature, conflitti ed ego", ha concluso.
"L'obiettivo del nemico era il collasso dell'Iran, ma questo non è accaduto. Chiudono le strade, negoziano con i governi musulmani affinché non facciano alcun accordo con l'Iran per farlo arrendere, ma noi non ci arrenderemo mai" ha aggiunto Pezeshkian, in un discorso pronunciato in occasione della Settimana del Governo, citato dall'agenzia iraniana Mehr. "Capisco che abbiamo molti problemi nella società in questo momento, ma il governo cerca di ridurre l'inflazione e di garantire al popolo un futuro e mezzi di sussistenza dignitosi e orgogliosi".
Teheran, 'Francia e Regno Unito smettano di armare Israele'
"Oltre 100 ex diplomatici britannici e francesi di alto livello hanno avvertito i rispettivi governi che la politica israeliana si sta dirigendo verso la 'pulizia etnica' e la 'cancellazione della Palestina'. In questa situazione, Londra e Parigi non devono nascondersi dietro la parola 'preoccupazione'". Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi a X. "Continuare a inviare armi e qualsiasi tipo di sostegno al regime israeliano è una scelta consapevole di cooperare e partecipare ai crimini del regime - ha aggiunto - Gli ex diplomatici hanno anche esortato il Regno Unito e la Francia a interrompere i trasferimenti di armi, vietare il commercio con gli insediamenti e attuare le decisioni dei tribunali internazionali dell'Aia"