Servizio di trasporto pubblico sospeso per oltre venti giorni, a via Fossa Luna divampa la protesta nei confronti dei vertici dell’Asm. “Adesso basta – afferma Francesco Avallone, portavoce delle rimostranze dei residenti –, siamo stanchi di essere trattati come cittadini di serie B. Vogliamo essere considerati come i cittadini di tutte le altre periferie stabiesi”. E’ durissimo il signor Avallone che individua soprattutto nei vertici dell’Asm la causa dei loro disagi: “Il direttore dell’Asm ci dice che i pullman sono pochi e malridotti per questo sono costretti, quando un bus va in riparazione, a sospendere il servizio. Ma io mi chiedo perché sospendere la corsa? Non sarebbe più saggio sostituire un automezzo con un altro di riserva? E’ ingiusto far ricadere sugli utenti colpe che questi ultimi non hanno. In più, il problema si ripresenta spesso ed io non credo che i pullman siano continuamente in autofficina. Anche se loro cercano di scaricare tutte le colpe sull’amministrazione comunale, la verità è che sono soltanto loro gli artefici d
i tutto”. Una lamentela senza sconti, dunque, quella degli abitanti di via Fossa Luna che martedì scorso hanno anche protestato vibratamente davanti ai cancelli dell’azienda partecipata stabiese: “pochi giorni fa – prosegue Avallone – ci siamo recati davanti agli ingressi dell’Asm ed abbiamo inscenato una protesta. Noi vogliamo solamente che le corse vengano effettuate, così come prescrivono gli orari. Gli esponenti dell’Asm forse non si rendono conto che la mancanza di collegamenti con il centro cittadino costituisce un grosso problema per noi che siamo abitanti della periferia. Il tutto, poi, si ripercuote in maniera ancora maggiore sui giovani e sugli anziani, cioè sulle categorie non automunite, che più delle altre risentono di questa mancanza del servizio”. Infine Avallone punta il dito contro chi, secondo la sua opinione e di quella delle persone che rappresenta, si fa pagare un servizio ma poi non lo garantisce: “Adesso basta, ci dicono di pagare l’abbonamento, ma dopo si dimenticano di offrirci il servizio per cui abbiamo pagato”.