Cronaca

Sorrento, sequestrato un edificio storico nel centro cittadino: al centro delle indagini l’occupazione dell’immobile

Eseguito il sequestro preventivo dopo l’accoglimento dell’appello della Procura. La vicenda riguarda l’utilizzo di un immobile comunale da parte di un’associazione privata dopo la scadenza del contratto di comodato.


Sequestrato un prestigioso edificio storico risalente al XIV secolo, situato nel centro storico di Sorrento. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, insieme al personale della Guardia di Finanza, in attuazione di un decreto emesso il 16 ottobre 2026 dal Tribunale del Riesame di Napoli.
La decisione è arrivata in accoglimento dell’appello presentato dalla Procura della Repubblica contro un precedente rigetto del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata.
Al centro dell’inchiesta c’è la presunta occupazione illegittima dell’immobile, di proprietà comunale e sottoposto a vincolo di tutela storico-artistica, da parte di un’associazione privata del territorio. L’ipotesi di reato riguarda l’invasione di terreni o edifici pubblici, prevista dagli articoli 633 e 639-bis del Codice penale.

La vicenda dell’immobile e il contratto scaduto
Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, la vicenda riguarda la permanenza dell’associazione all’interno dell’edificio nonostante la scadenza del contratto di comodato, avvenuta il 23 dicembre 2021.
La questione era stata sollevata dagli uffici comunali competenti, che avevano avviato le procedure per ottenere il rilascio dell’immobile. L’obiettivo era destinare il bene a iniziative culturali e cittadine, garantendone l’utilizzo da parte delle associazioni del territorio secondo criteri di rotazione, trasparenza e pubblicità.
Il dirigente dell’ufficio comunale competente aveva quindi intimato all’associazione di lasciare l’immobile entro dieci giorni, procedendo successivamente con una diffida. L’organizzazione aveva contestato la legittimità della richiesta, rifiutando di restituire il bene.

Il contrasto all’interno del Comune
La vicenda avrebbe fatto emergere anche un contrasto tra la dirigenza amministrativa comunale e la gestione commissariale straordinaria.<

br />Secondo quanto riportato negli atti, la gestione commissariale aveva contestato la procedura avviata dagli uffici, sostenendo la necessità di predisporre una convenzione con l’associazione e un regolamento per disciplinare l’utilizzo dell’edificio da parte delle organizzazioni del territorio.
L’ipotesi prevedeva una rotazione per consentire lo svolgimento di iniziative cittadine di carattere non politico.
La dirigenza amministrativa aveva invece sostenuto la correttezza del proprio operato, richiamando gli indirizzi che prevedevano l’utilizzo dell’immobile secondo criteri di trasparenza e alternanza tra i soggetti interessati, senza un affidamento permanente alla stessa associazione.
In una comunicazione del 30 marzo 2026, anche l’ufficio legale comunale aveva evidenziato la permanenza nell’immobile in assenza di un titolo valido, considerando la scadenza del contratto di comodato.
Negli atti viene inoltre riportata la segnalazione del dirigente relativa a presunte pressioni per consentire la prosecuzione dell’utilizzo dell’edificio senza una procedura pubblica, nonché l’avvio nei suoi confronti di un procedimento disciplinare. Si tratta di circostanze inserite nella ricostruzione investigativa, che dovranno essere valutate nelle sedi competenti.

Il sequestro per interrompere la presunta occupazione
Il sequestro preventivo è stato disposto con l’obiettivo di interrompere la prosecuzione della condotta ipotizzata come reato ed evitare un aggravamento delle sue conseguenze.
Il provvedimento rappresenta l’esito dell’attività investigativa coordinata dalla Procura, che ha ricostruito le diverse fasi della vicenda amministrativa relativa alla disponibilità dell’edificio storico.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Resta fermo il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza: le persone eventualmente indagate non possono essere considerate colpevoli fino a una sentenza irrevocabile di condanna.


giovedì 29 ottobre 2026 - 12:52 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Cronaca