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Sorrento, la Corte dei conti contesta 190mila euro di danno erariale: nel mirino manifestazioni e l'acquisto di un libro

La Procura regionale ha citato in giudizio due dipendenti comunali. Contestati pagamenti per oltre 190mila euro a una società per eventi, consulenze, soggiorni e altre spese prive, secondo l’accusa, della necessaria documentazione giustificativa


È di 190.106,23 euro la somma che la Procura regionale della Corte dei conti per la Campania contesta a due dipendenti del Comune di Sorrento, chiamati a rispondere di un presunto danno erariale. L'atto di citazione è stato notificato il 7 ottobre.
Nel procedimento sono coinvolti un ex dirigente del settore Cultura dell'ente e un istruttore amministrativo. Secondo la Procura contabile, il danno sarebbe derivato dalla liquidazione di somme in relazione a diverse manifestazioni organizzate negli anni 2023 e 2024.
Le contestazioni sui pagamenti
Al centro della ricostruzione della Procura regionale ci sarebbe la liquidazione delle somme alla società affidataria in assenza, secondo l'accusa, di una documentazione sufficiente a dimostrare le spese effettivamente sostenute.
La Procura parla di una liquidazione ritenuta “acritica e ingiustificata”, evidenziando l'assenza di una documentazione ritenuta necessaria per verificare le spese e, in alcuni casi, anche l'effettivo svolgimento delle manifestazioni.
Un ulteriore elemento evidenziato dagli investigatori riguarda il confronto con altre iniziative analoghe organizzate dalla stessa società in altri Comuni. La Procura sottolinea infatti che manifestazioni riconducibili alla stessa rassegna sarebbero state realizzate altrove con modalità economicamente molto differenti.
Per la Procura, dunque, emerge una rilevante differenza rispetto agli oltre 200mila euro complessivamente sostenuti dal Comune di Sorrento per le iniziative oggetto dell'indagine.
Consulenze, viaggi e spese alberghiere
Gli accertamenti, condotti dalla Guardia di finanza della Tenenza di Massa Lubrense, avrebbero inoltre evidenziato una serie di voci di spesa che la Procura considera non adeguatamente documentate.
Tra queste figurano generiche consulenze, spese di organizzazione e attività di rassegna stampa per le quali, secondo l'accusa, non sarebbero stati prodotti report sufficienti a dimostrare le prestazioni effettuate. In un caso, viene evidenziata anche l'assenza della lettera di incarico relativa al giornalista che avrebbe dovuto occuparsi della rassegna stampa.
Nel fascicolo vengono inoltre richiamate fatture relative a viaggi, soggiorni alberghieri e ristorazione, spesso, secondo la Procura, senza l'indicazione precisa dei soggetti cui le spese sarebbero riferite.
Particolarmente significativo, nella ricostruzione contenuta nel comunicato, è il riferimento a una fattura del 9 ottobre 2023, emessa da un hotel per 768,50 euro. Oltre al soggiorno, sarebbero state addebitate al Comune anche spese per servizi quali massaggi, parrucchiere, ingresso in spiaggia, lettino, pool bar

e minibar.
I 61mila euro alla società “specchio”
Un altro capitolo dell'indagine riguarda una fattura da 61mila euro pagata per attività di consulenza.
Secondo la Procura regionale, la società sarebbe risultata avere la stessa sede della prima e, per un determinato periodo, anche lo stesso rappresentante legale. Circostanze che, nella ricostruzione dei magistrati contabili, avrebbero fatto emergere ulteriori elementi da approfondire sul percorso seguito dal denaro pubblico.
La Procura parla in questo caso di consulenze non adeguatamente documentate e di un possibile “giro di denaro pubblico”, formulazione contenuta nel comunicato dell'ufficio giudiziario.
L'indagine partita da un controllo interno al Comune
L'inchiesta ha avuto origine dalla trasmissione alla Procura contabile di una notitia damni, costituita dalla copia di un verbale di controllo del gennaio 2025 redatto dalla struttura di supporto al Responsabile della prevenzione della corruzione del Comune di Sorrento.
Nel documento venivano evidenziate, secondo quanto riferito dalla Corte dei conti, “sproporzionate differenze delle condizioni di corrispettivo praticate dal Comune di Sorrento rispetto ad altri enti”.
L'attività investigativa è stata quindi affidata alla Guardia di finanza di Massa Lubrense. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere, secondo la Procura, anche criticità nella procedura di affidamento, compresa la nomina di una commissione di esperti e l'assenza di specifici criteri selettivi predeterminati.
Anche l'acquisto di 250 copie di un libro
Tra gli episodi citati dalla Procura figura infine l'acquisto di 250 copie di un libro per una spesa di circa 3.330 euro.
Anche in questo caso, secondo l'accusa, la fattura sarebbe risultata priva di ulteriore documentazione idonea a dimostrare l'interesse per la collettività e l'inerenza dell'acquisto rispetto al programma della manifestazione approvato dal Comune.
Il processo davanti alla Corte dei conti
La Procura regionale contesta quindi ai due dipendenti comunali un danno erariale complessivo di 190.106,23 euro. Sarà ora il giudizio contabile a stabilire eventuali responsabilità e l'eventuale obbligo di risarcimento.
L'udienza è stata fissata per il 23 marzo 2027 alle ore 10, davanti alla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Campania. A presiedere l'udienza sarà il presidente della Sezione, Michele Oricchio.
Le contestazioni contenute nell'atto della Procura rappresentano, dunque, l'oggetto del giudizio contabile e dovranno essere valutate nel corso del procedimento.


giovedì 8 ottobre 2026 - 16:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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