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Servizi internet: gli italiani navigano e spendono ancora poco


Ormai da anni siamo abituati a sentircelo dire: quando si parla di Internet, l'Italia è uno dei fanalini di coda dei Paesi dell'Unione  Europea. Ben il 32% degli abitanti dello Stivale, dunque poco meno di un terzo della popolazione, non si è mai connesso alla rete, percentuale che ci colloca in compagnia di Paesi come Romania, Bulgaria, Grecia e Portogallo. Ed è il Sud Italia ad accusare  maggiormente il colpo dell'arretratezza tricolore: mentre il 66,6% delle famiglie del centronord ha un computer e naviga sul web, lo  stesso si può dire soltanto per il 58,3% dei nuclei familiari del Mezzogiorno, secondo quanto rilevato dall'Istat nel 2014 nel rapporto  "Cittadini e nuove tecnologie".
Certo, le mancanze infrastrutturali come ad esempio la diffusione a macchia di leopardo della banda larga non aiutano, così come non  aiuta il fatto che la maggior parte delle scuole non sia adeguatamente attrezzata con pc collegati ad Internet. Eppure chi ha un figlio non ancora maggiorenne in casa è mediamente più "tecnologico" di chi figli non ne ha o non sono più in età scolare.
Tuttavia, anche se con lentezza estenuante rispetto a Paesi avanzati come Danimarca o Finlandia, in Italia i servizi internet e  l'ecommer

ce conquistano ogni anno fette crescenti di utenza. Il commercio elettronico cresce infatti al di sopra della media europea in  quanto finora era rimasto indietro e la spesa media per cliente, basandosi su dati raccolti dal Consorzio Netcomm, è di 842 euro  contro i 1.346 dello shopper europeo.
Per questo motivo stanno conoscendo un buon successo nello Stivale i servizi digitali gratuiti che non richiedono né l'inserimento di  coordinate bancarie né di dati personali sensibili. Un esempio è la quotazione dell'auto usata online che si può calcolare sul sito per la compravendita di automobili usate noicompriamoauto.it, il quale peraltro vince la diffidenza tutta italiana nei confronti del web  invitando il cliente nelle filiali presenti in tutte le principali città del Belpaese. Un altro esempio? I comparatori di prezzi e tariffe, indispensabili per orientarsi in una giungla crescente di offerte.
Nel 2015 le previsioni dicono che ci sarà un boom dell'ecommerce del 15%, fino ad arrivare a un volume d'affari di ben 15 miliardi di  euro. E chissà che l'Italia non così riesca a recuperare un po' di terreno "digitale". 


giovedì 21 maggio 2015 - 13:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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