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Scaldabagno a gas: conosciamolo meglio


Se non avete modo di disporre di una caldaia e l’idea di uno scaldabagno elettrico non vi alletta a causa dei consumi, la migliore soluzione è lo scaldabagno a gas.

Quando il riscaldamento non è gestito da una caldaia, per ottenere l’acqua sanitaria serve uno scaldabagno. Molto diffusi sono quelli elettrici ma, secondo le opinioni di molti, comportano un eccessivo consumo di corrente elettrica. L’alternativa c’è ed è lo scaldabagno a gas. Nel corso del nostro articolo cercheremo di soddisfare alcune delle curiosità più diffuse così da aiutare i lettori a capire se è proprio questa la soluzione più adatta a loro.

Le differenze con la caldaia
Rispetto alla caldaia, lo scaldabagno a gas ha una funzione parecchio limitata. La caldaia, infatti, serve a gestire il riscaldamento di tutta la casa, dunque non solo l’acqua sanitaria ma anche i termosifoni. Lo scaldabagno a gas, molto più semplicemente, fornisce la sola acqua calda la quale si ottiene in seguito alla combustione del gas.

Tipi di scaldabagno a gas
In base al funzionamento possiamo distinguere due tipi di scaldabagno a gas: elettrico e meccanico. Nel caso di apparecchi con funzionamento elettrico, all’apertura del rubinetto si apre la valvola flussostata, che avverte il passaggio dell’acqua, e quindi la valvola del gas, con conseguente avvio della combustione che riscalda l’acqua. L’intero processo è gestito da una scheda elettronica.

Lo scaldabagno meccanico è privo della suddetta scheda. All’apertura dell’acqua la pressione nel cosiddetto polmoncino provoca l’apertura di una membrana. La spinta alla valvola del gas fa attivare la fiamma nel bruciatore e quindi l’acqua si riscalda.

Devo fare la manutenzione?
Sappiamo tutti che nel caso della caldaia a gas la manutenzione è obbligatoria, se non fatta si corre il rischio di essere pesantemente sanzionati, ad ogni modo la questione non è solo sanziona

toria ma anche di sicurezza personale e rispetto dell’ambiente. In virtù di ciò, molti si chiedono se ciò vale anche per lo scaldabagno a gas.

Chiariamolo subito: non c’è alcun obbligo di legge. Ora, dove non interviene la legge, deve farlo il buonsenso. Far controllare lo scaldabagno a un tecnico specializzato (basta una volta ogni due anni) significa prolungare la vita dello scaldabagno e di tutte le sue componenti così da non ritrovarsi di colpo senza acqua calda, magari durante un fine settimana e quindi attendere almeno fino al lunedì per risolvere un problema che magari poteva essere evitato con una piccola manutenzione. A maggior ragione la manutenzione va fatta se l’acqua è particolarmente dura, il calcare può causare seri problemi al vostro scaldabagno.

Pro e contro
Uno dei vantaggi, il più evidente dello scaldabagno a gas rispetto a quello è elettrico è il risparmio. Il gas, infatti, viene consumato solo quando si usa l’acqua calda. L’acqua, poi, è sempre disponibile (al netto della disponibilità del gas, si intende). Sul versante negativo dobbiamo dire che i prezzi degli scaldabagni a gas sono più alti rispetto a quelli elettrici, inoltre l’installazione è un po’ più complicata.

Lo smaltimento
Vi siete decisi, volete disfarvi del vecchio scaldabagno e sostituirlo con uno nuovo. In tal caso vi potrebbe essere utile leggere quanto segue. Lo scaldabagno non è un rifiuto qualsiasi e non va gettato come la comune spazzatura, se sorpresi a farlo verrete multati dalle autorità competenti. Molti venditori, soprattutto quelli grandi, offrono un servizio di ritiro del vecchio elettrodomestico congiuntamente all’acquisto del nuovo.

Chiaramente se comprate uno scaldabagno, dovete consegnare un elettrodomestico identico, non, per esempio, una lavatrice. Il servizio è offerto gratuitamente dai grandi venditori. Quelli più piccoli, invece, potrebbero chiedere un contributo. In alternativa potete portare voi stessi il vecchio scaldabagno presso un centro di raccolta oppure chiedere un ritiro a casa (sarà vostra cura lasciare l’elettrodomestico in strada), basta chiamare al numero di telefono che i comuni mettono a disposizione del cittadino.


martedì 31 dicembre 2019 - 12:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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