Cronaca

Sant'Antonio Abate - Sequestrato e sgomberato il Grand Hotel La Sonrisa, sigilli ai locali commerciali

Eseguito il decreto disposto dal Gip di Torre Annunziata per presunta occupazione senza titolo dopo la confisca del complesso. Le operazioni affidate a Polizia Municipale, Polizia di Stato e Carabinieri.


Sono iniziate oggi le operazioni di sequestro preventivo e di sgombero dei locali commerciali del complesso immobiliare Grand Hotel La Sonrisa di Sant'Antonio Abate, già confiscato con sentenza definitiva nell'ambito del procedimento per lottizzazione abusiva e ormai acquisito al patrimonio del Comune.

Il provvedimento è stato eseguito in forza di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, che ipotizza il reato di invasione di terreni o edifici (articoli 633 e 639-bis del Codice penale). Contestualmente è stato eseguito anche l'ordine di sgombero coatto disposto dalla Procura.

Le operazioni sono coordinate dalla Polizia Municipale di Sant'Antonio Abate con il supporto del Commissariato di Polizia di Stato di Castellammare di Stabia e dei Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia.

Nel corso dell'intervento sono stati apposti i sigilli agli uffici e ai locali commerciali, insieme ai cartelli che segnalano il sequestro. Le forze dell'ordine hanno inoltre avviato lo sgombero delle persone presenti nella struttura. Successivamente si procederà alla rimozione degli arredi e dei macchinari ancora custoditi all'interno dell'immobile.

L'iter amministrativo e giudiziario

La vicenda affonda le radici nella sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 14 giugno 2022, divenuta definitiva il 15 ottobre 2024, che ha disposto la confisca dell'intero complesso alberghiero, dei manufatti e delle aree annesse per il reato di lottizzazione abusiva.

Nel frattempo il Comune di Sant'Antonio Abate aveva avviato le procedure per l'acquisizione del bene. Con una delibera dell'aprile 2024 era stata stabilita un'indennità mensile per l'occupazione senza titolo del complesso da parte delle società che lo gestivano, mentre nell'ottobre dello stesso anno era stato dato mandato agli uffici tecnici di procedere alla trascrizione e all'acquisizione dell'immobile. La trascrizione nei registri immobiliari è stata effettuata dalla Conservatoria di Napoli il 28 aprile 2026, sancendo il passaggio del bene al patrimonio comunale.

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arallelamente, l'11 dicembre 2024 il SUAP del Comune aveva revocato la licenza commerciale che autorizzava le attività alberghiere e di ristorazione del Grand Hotel La Sonrisa. Il provvedimento è stato successivamente confermato dal Tar Campania, che l'11 maggio 2026 ha respinto il ricorso presentato contro la revoca, mentre il Consiglio di Stato, con ordinanza dell'8 luglio 2026, ha rigettato la richiesta di sospendere gli effetti della sentenza.

Sempre l'11 maggio 2026 il Comune aveva emesso un'ordinanza di sgombero dei locali commerciali, concedendo 60 giorni per il rilascio spontaneo dell'immobile. Il termine è scaduto l'11 luglio scorso senza che i locali fossero restituiti all'ente proprietario.

Le motivazioni del sequestro

Secondo la Procura, la permanenza all'interno del complesso dopo il trasferimento della proprietà al Comune configura il reato di invasione di terreni o edifici. Il Gip ha accolto questa impostazione richiamando il più recente orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui il reato può sussistere anche in assenza di violenza o clandestinità quando un immobile venga occupato senza titolo, compreso il caso dell'ex proprietario che continui a detenerne il possesso dopo il trasferimento della proprietà.

Il giudice ha inoltre ritenuto necessario il sequestro preventivo per interrompere la permanenza del presunto reato ed evitare l'aggravamento delle sue conseguenze.

La Procura evidenzia che gli interessati erano già stati informati dell'obbligo di liberare gli immobili attraverso i precedenti provvedimenti amministrativi e, in particolare, con l'ordinanza comunale di sgombero dell'11 maggio 2026. Per questo motivo non è stata ritenuta necessaria un'ulteriore intimazione prima dell'esecuzione coattiva dello sgombero.

Il decreto di sequestro preventivo può essere impugnato davanti al Tribunale del Riesame. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come ricordato dalla stessa Procura, gli indagati beneficiano della presunzione costituzionale di non colpevolezza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.


venerdì 24 luglio 2026 - 14:35 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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