Cronaca

Sant'Antonio Abate - Donare gli organi ? Lo decidi quando richiedi la carta d'identità

Sant’Antonio Abate primo Comune in Campania a dare la possibilità ai suoi cittadini di esprimere la propria volontà, dando il proprio consenso, per la donazione degli organi e tessuti.


Sant’Antonio Abate primo Comune in Campania a dare la possibilità ai suoi cittadini di esprimere la propria volontà, dando il proprio consenso, per la donazione degli organi e tessuti. Iniziativa fortemente voluta dal Sindaco, Dr. Antonio Varone e da tutta l’Amministrazione Comunale. 
Da oggi è ancora più facile per il cittadino esprimersi sulla donazione di organi e tessuti. Infatti, quando ritira o rinnova la carta d'identità, può richiedere all'ufficiale d'anagrafe il modulo per la dichiarazione, riportando nel campo indicato la sua volontà, firmandolo e riconsegnandolo all'operatore. La decisione sarà trasmessa in tempo reale al Sistema Informativo Trapianti, la banca dati del Ministero della Salute che raccoglie tutte le dichiarazioni rese dai cittadini maggiorenni. E' sempre possibile cambiare idea sulla donazione perchè fa fede l'ultima dichiarazione rilasciata in ordine di tempo.

ESTRATTO DELLA CONFERENZA DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO (ARTICOLO DI MARZIA MASCOLO SUL GIORNALINO “I’ STO CCA’” DEL FORUM DEI GIOVANI ABATESE:

Il 19 gennaio 2016, presso il teatro tenda della Fiera abatese, è stato ospito l’incontro Una scelta in comune, curato dall’Amministrazione Comunale e dall’ associazione Onlus “per il cuore di Serena”. 
La storia di Serena dalle parole del padre Rino: 
“Io non so dire che cosa provai quando il medico cessò di rianimarla e spense il monitor, che fissavo da più di un’ora sperando che il ritmo ritornasse spontaneo. Avevo temuto quel momento per quasi vent’anni, da quando mi avevano detto che mia figlia era malata. Ma ero preparato? Non lo ero! Non potevo esserlo”. 
È una storia senza lieto fine raccontata da voci amiche, sono le parole di un padre che ha avuto la volontà di dare un senso alla sua perdita: Serena Arpaia si è spenta a vent’anni, dopo aver aspettato inutilmente un nuovo cuore ed oggi Rino, il suo papà, lotta affinché altri non aspettino invano.
È stato proprio papà Arpaia il moderatore della conferenza, cui hanno preso parte il dott. Castaldi, presidente dell’ AIDO di Caserta, il dott. Testa e il dott. Senneca, entrambi medici rianimatori. 
Castaldi è stato il primo ad intervenire, evidenziando l’alto tasso di rifiuto alla donazione che si è rilevato in Campania negli ultimi anni; pare infatti che il 49% delle famiglie rifiuti di donare gli organi dei loro cari. 
Colpa della scarsa cultura circa la donazione! Sottolinea il dottor Testa, che prende così la parola. Medico rianimatore presso il Santobono&n

bsp;di Napoli, Testa affronta il tema delle donazioni destinate ai minori: “I bambini godono di un percorso privilegiato”, afferma. 
Per gli organi destinati ai più piccoli, la richiesta viene estesa a livello nazionale e spesso internazionale, cosa che non accade sempre per gli adulti, per i quali si attende prima una risposta regionale. Si continua a parlare di bambini, della difficoltà nel comunicare certe notizie. Della difficoltà di chiedere, nel giusto modo, un dono per altri. 
Morte cerebrale è diversa da coma, continuano a sottolineare tutti. 
E avanti così con stralci di film che tentano di spiegare il valore della vita e il senso della morte, con la testimonianza video della famiglia Green che donò gli organi del piccolo Nicholas, ucciso negli anni novanta, a soli sette anni, dallo stupido errore di una stupida delinquenza. 
Prende la parola Libera, una giovane donna che nel 2007, a causa di un incidente, ha dovuto dire addio all’amore della sua vita. “Risultava una completa assenza di attività cerebrale. Mi hanno chiesto il consenso. Non c’ ho pensato, il mio si è venuto fuori naturalmente e ritengo di non aver merito per questo, innanzitutto perché la vita donata non era mia. Ho donato una o più parti della persona che avevo perso e che, in ogni caso, non sarebbe più tornata indietro”. 
La voce tremante per l’emozione e la serenità con cui ha raccontato i fatti hanno commosso chi era presente.
“La morte è sempre ingiusta, ma è un’ ingiustizia che, in alcuni casi, può trasformarsi in un ritorno alla vita per qualcun altro”, ribadisce Senneca. 
Tutti ritengono che il rifiuto alla donazione scaturisca dal dubbio, dal non sapere cosa avrebbe fatto l’altro. 
Ecco allora il valore di Una scelta in comune. Non è solo il titolo di una conferenza, ma è un’iniziativa che consente di esprimersi in modo chiaro e semplice circa la donazione di organi e tessuti. 
Da adesso, presso il Comune di Sant’Antonio Abate, sarà possibile richiedere un modulo per la dichiarazione e una semplice firma basterà a comunicare al Sistema Informativo Trapianti la nostra volontà di diventare donatori, volontà che sarà comprovata da un timbro sul retro del documento di identità. 
Il Sindaco Dr. Antonio Varone, è stato il primo ad esprimere la sua volontà, firmando la dichiarazione con cui è divenuto ufficialmente donatore di organi e tessuti,  risultando il primo in Campania a riportare sulla propria carta di identità il consenso alla donazione.


venerdì 12 febbraio 2016 - 12:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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