È partita l'inchiesta della Procura di Torre Annunziata sul ristorante La Sonrisa di Sant'Antonio Abate a causa del piccolo focolaio da coronavirus scoppiato nei giorni scorsi. I proprietari della struttura, in un primo momento, non avrebbero consegnato gli elenchi degli invitati all'Asl che stava tentando di ricostruire i contatti dei positivi tanto da scatenare la feroce reazione della Regione Campania. Solo dopo l'arrivo delle forze dell'ordine in struttura, parte dei nominativi sono stati consegnati. Solo una parte perchè secondo gli investigatori alcuni nomi sarebbero stati oscurati e non inclusi all'interno dei registri per cause che dovranno essere accertate. Per questo motivo la Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta su quanto accaduto nel noto ristorante di Sant'Antonio Abate affidando il compito dell'indagine ai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia. I militari adesso proverann
o a ricostruire gli ultimi giorni prima dello scoppio del focolaio per individuare eventuali falle nel sistema di sicurezza del ristorante che ha ospitato diverse cerimonie nel mese di luglio. Alcune di queste però sarebbero state escluse dai registri consegnati alla Regione Campania e alle forze dell'ordine.
Nelle prossime ore potrebbero esserci maggiori novità. Al momento però l'indagine è partita. Dopo giorni di paura, tuttavia, a Sant'Antonio Abate sembra essere ritornata la serenità dopo la chiusura della mini zona rossa in via Croce Gragnano. Terminati i test a tappeto, è emerso che il contagio è sotto controllo ed è per questo che la sindaca Ilaria Abagnale ha deciso di revocare il lockdown. Oggi comunque continuano i tamponi per tutti gli abatesi che in fila stanno attendendo il proprio turno per effettuare il test e cancellare i timori delle ultime ore.