Mercoledì 18 marzo, nell'ambito delle attività investigative finalizzate all'accertamento e alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Sarno, pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dal Comando Regionale Carabinieri Forestale, militari del NIPAF (Nucleo Investigativo Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale) di Napoli hanno proceduto al sequestro preventivo d'urgenza di un'azienda dedita alla produzione di carni e altri prodotti di macellazione ubicata nel comune di Sant'Antonio Abate (NA).
I reati per cui si procede sono quelli di cui agli artt. 29-quattordecies, comma 3 lettera b) (inosservanza dell'autorizzazione integrata ambientale), 124 e 137 (scarico di acque reflue industriali in assenza del titolo autorizzativo) e 192, 255 comma 1.1 e 255 ter comma 1 (deposito incontrollato di rifiuti, pericolosi e non pericolosi) del d.lgs. 152/2006 (TUA).
Gli investigatori hanno accertato, infatti, che il ciclo produttivo della ditta convogliava le acque di processo direttamente nella condotta fognaria comunale, bypassando completamente rimpianto di depurazione previsto, ma non funzionante.
Inoltre, è
stata riscontrata la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti solidi speciali anche pericolosi depositati in un'area non autorizzata e in modalità difformi rispetto alla normativa vigente.
I militari, pertanto, hanno proceduto al sequestro dell'intero plesso aziendale, della condotta che scaricava i reflui industriali direttamente in fogna, che è stata contestualmente tombata, di 6 vasche interrate e delle aree adibite a deposito temporaneo di rifiuti solidi speciali.
Il sequestro si è reso necessario al fine di evitare la protrazione dei reati e l'aggravamento delle conseguenze degli stessi, con ulteriori danni per l'ambiente.
L'attività su indicata si inserisce nel contesto del Protocollo d'intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d'inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall'ARPAC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale, tra i quali la Polizia Metropolitana di Napoli.