Cronaca

Sant'Agnello - Scarichi di liquami alla spiaggia del Pecoriello, la denuncia del WWF

A far crescere la rabbia degli ambientalisti, l'amara constatazione che non si tratti della prima volta.

di Angelina Scarpati


Una triste scoperta - quella della presenza di liquami presso la spiaggia del Pecoriello, a Sant'Agnello -avvenuta in modo del tutto casuale. A raccontarlo è il Presidente del WWF, Claudio D'Esposito. "L'allarme è scattato nel pomeriggio di Lunedì, alle ore 18, quando alcuni cittadini, che avevano approfittato della bella giornata e della calma di mare per una passeggiata in barca lungo la costa, si sono imbattuti in una vera e propria cascata di acque maleodoranti". Si teme, a causa della frequenza di simili episodi in questa zona , peraltro, sottoposta a vincoli paesaggistici ed ambientali, per la flora e la fauna. Per scongiurare un simile danno, immediata è stata la reazione del WWF che ha allertato la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia che si è immediatamente recata sul posto.
A far crescere la rabbia degli ambientalisti, l'amara constatazione che non si tratti della prima volta. "Già più volte, nel passato e di recente, la fuoriuscita del "troppo pieno" allocato sulla spiaggia del Pecoriello ha causato analoghi problemi, scaricando sostanze inquinanti in mare e arrecando un serio e tangibile danno per la salute pubblica e deteriorando l'ambiente paesaggistico e marino, sia visivamente che materialmente proprio in un tratto

di costa ad altissima vocazione balneare, ed in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed ambientale" ha detto Claudio D'Esposito che ha richiesto un intervento immediato volto a promuovere " l'individuazione della provenienza delle sostanze fuoriuscite dalla condotta e giunte nelle acque marine; l'accertamento della qualità delle acque marine nel punto segnalato per poter valutare l'entità dell'eventuale danno ambientale alla flora e alla fauna del sito; l'accertamento della presenza di inquinanti nella spiaggia nel punto interessato dalla fuoriuscita di liquami, anche tramite operazioni di carotaggio; l'attuazione di tutte le eventuali procedure di bonifica del sito e di messa in sicurezza dell'area marina e terrestre, comprese le operazioni di bonifica dell'arenile così come previsto dalle normative vigenti, consistenti nel filtraggio, purificazione e successivo ripascimento; l'individuazione di tutte le responsabilità civili e/o penali anche di carattere omissivo da parte di pubbliche amministrazioni ed enti gestori". Difficile credere che sarà l'ultimo episodio della lunga lista di accadimenti che stanno decretando la lenta agonia delle nostre coste: un'amara constatazione, frutto della eccessiva frequenza con cui avvengono simili eventi.
 


martedì 14 aprile 2015 - 23:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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