Finisce nei guai l'ingegnere di Castellammare di Stabia Antonio Elefante che ha curato il progetto relativo alla costruzione di 67 box e oltre 50 appartamenti nel comune di Sant'Agnello in penisola sorrentina. La Procura di Torre Annunziata nella giornata di ieri ha infatti imposto il sequestro al complesso residenziale curato da un gruppo di professionisti stabiesi capitanati dallo stesso Elefante che negli anni scorsi si è occupato anche dei rendering relativi all'area Cirio (finita sotto inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e della procura oplontina per l'infiltrazione dei clan). Per il PM Filippelli, Elefante avrebbe avuto la possibilità di portare a termine un progetto che però non rispettava i requisiti relativi al Pua ovvero i vincoli paesaggistici e ambientali. Per questo motivo la costruzione è da ritenersi completamente illegittima così come tutti i permessi che avrebbe guadagnato nel corso di questi anni. Un'accusa non da poco per l'ingegnere di Castellammare, fra i pi&ug
rave; esperti nel settore della housing sociale. Il complesso residenziale di Sant'Agnello doveva rispettare quelli che sono i canoni moderni dell'impatto ambientale ma le autorizzazioni che avrebbe ricevuto non hanno convinto la Procura che, sollecitata ad alcune associazioni ambientaliste fra cui il WWF, ha deciso di aprire un'indagine e successivamente iscrivere nel registro degli indagati 4 persone appartenenti alla società che ha curato il progetto. Al momento il complesso residenziale è posto sotto sequestro fino a quando non sarà fatta luce su quanto accaduto in penisola sorrentina nei mesi scorsi. L'ufficio tecnico del comune costiero, così come la Soprintendenza, avrebbero quindi commesso un errore ed è per questo motivo che è entrata in gioco la procura di Torre Annunziata la quale ha tentato di limitare i danni cercando di bloccare i lavori relativi al complesso residenziale. Quest'ultimo avrebbe potuto aggravare notevolmente il contesto urbanistico della penisola sorrentina.