Cronaca

Santa Maria La Fossa - I roghi non fermano il progetto di Terra Felix. Il presidente Pascale. «Avanti con determinazione»

La cooperativa sociale, operante su un terreno confiscato al clan dei Casalesi, punta a promuovere la rigenerazione del sistema locale in chiave innovativa, sostenibile e sociale

di Gioacchino Roberto Di Maio


   Il terreno coltivato a Cardo dopo il rogo (Foto Google)

SANTA MARIA LA FOSSA. Il progetto di Terra Felix non intende fermarsi. Nel primo pomeriggio di ferragosto nelle campagne di Santa Maria La Fossa, località Ferrandelle, è andato a fuoco il campo coltivato a Cardo dalla cooperativa sociale di Succivo, spin off di Legambiente. Nel dettaglio, si tratta di un terreno di 7 ettari confiscato al clan dei Casalesi guidato da Francesco Schiavone, “Sandokan”. «Sono bastate appena 3 ore – ha spiegato il presidente di Terra Felix, Francesco Pascale –, complice il caldo torrido e il forte vento ci è stata distrutta una produzione di circa 150 quintali di biomassa. Da 4 anni coltiviamo Cardo per la riqualificazione del suolo abbandonato, così da contribuire alla filiera della Bioeconomia circolare. Dai semi di Cardo che abbiamo raccolto lo scorso 7 agosto si estraggono oli vegetali utili per bioplastiche e biochemicals, mentre la biomassa serve per la produzione di Ballette per la coltivazione del fungo Cardoncello di cui ci occupiamo nella serra fungaia inaugurata lo scorso aprile. Si tratta del secondo atto criminale registratosi in poco tempo, lo scorso 25 luglio, a Succivo, è stata infatti incendiata l’auto del nostro Rosario Russo. Una cosa è certa, andremo avanti con la nostra consueta determinazione e, soprattutto, con la vicinanza di tanti amici, istituzioni e numerose realtà associative e cooperative». D’altronde, il progetto Terra Felix parte da lontano e non può fermarsi proprio adesso. Una storia di coraggio e perseveranza che, sin dall’inizio, ha dovuto combattere contro nemici quali la criminalità organizzata, la speculazione, il degrado e i pregiudizi in un territorio compreso tra l’area settentrionale della provincia di Napoli e quella meridionale della provincia di Caserta. Era il 1997 quando, grazie alla collaborazione tra il Comune di Succivo, l’associazione Geofilos e Legambiente, furono poste le basi di questo splendido progetto. Il primo step fu rappresentato dall’assoggettamento a vincolo indiretto dei terreni attorno al Casale di Teverolaccio, preziosa realtà agricola del luogo. «Negli anni ’90 – ha raccontato Pascale –, abbiamo iniziato ad operare in un territorio in cui si parlava poco o nulla di ecologia. Il contesto storico era particolarmente complesso, era il frangente in cui Legambiente denunciava per la prima volta il fenomeno della “Terra dei fuochi” nel suo Rapporto sulle ecomafie e ciò generò una serie di conseguenze ormai note. Molti terreni furono abbandonati e la speculazione edilizia, spinta dalla criminalità che intendeva mettere le proprie mani sulle aree degradate, iniziava a farla da padrone. Così decidemmo di sviluppare e mettere in atto i nostri progetti di rigenerazione del suolo». Il recupero del casale di Teverolaccio ha implicato diversi interventi e negli anni ne è stato valorizzato il giardino, è stata realizzata un’area espositiva e di degustazione dei prodotti locali, denominata Tipicheria, e sono stati aperti un Ecomuseo e dei laboratori didattici. A ciò si aggiunge la realizzazione di 18 orti sociali. Terra Felix nasce ufficialmente nel 2012 come spin off di Legambiente all’interno del progetto Ecomuseo Terra Felix finanziato da Fondazione con il sud.
LE ATTIVITA’. Il progetto senza dubbio più ambizioso è AgRigeneration, un’opera di recupero del suolo e di riattivazione dell’agricoltura nei terreni confiscati alle mafie. Operativo nell’area “dei Mazzoni”, che comprende 6 comuni della provincia di Caserta (Cancello Arnone, Casal di Principe, Castel Volturno, Grazzanise, Santa Maria La Fossa e Villa Literno), il programma ha il suo cuore pulsante a Santa Maria La Fossa, in località Ferrandelle, dove all’interno di un capannone di circa 250 mq è stato allestito un Centro di documentazione ed educazione ambientale. La struttura di Terra Felix, intitolata a Pio La Torre, è gestita dal Consorzio Pubblico Agrorinasce con l’obiettivo di promuovere la rigenerazione del sistema locale in chiave innovativa e sostenibile, costruendo una rete di operatori e sviluppando l’economia sociale. Una strategia pensata non solo per la valorizzazione dei prodotti, ma anche per il contrasto a due grandi piaghe, ovvero le agromafie e il caporalato. AgRigeneration mette in contatto le aziende agricole che gestiscono i beni confiscati, fornendo al tempo stesso una vera e propria formazione “sul campo” che tocca anche il tema dell’uso delle bioplastiche in agricoltura. Argomento, questo, già al centro dell’interesse della politica agricola UE e che, in un territorio spesso martoriato dalla pratica dello smaltimento illegale, assume un ruolo ancora più rilevante. «Se intendiamo assicurare uno sviluppo concreto dobbiamo formare gli operatori – ha evidenziato Francesco Pascale –, l’operazione ha successo perché non si basa su una formazione classica. Noi puntiamo sul coinvolgimento e sull’offerta di prove sul campo. Le aziende hanno compreso l’importanza della comunicazione delle pratiche sostenibili e delle ricadute positive che ciò comporta nella promozione dei loro prodotti. L’obiettivo è promuovere la rigenerazione del sistema locale a vocazione agricola, indirizzandolo verso il paradigma della sostenibilità e dell’innovazione declinato nella dimensione ambientale, economica, sociale e territoriale. Vogliamo costruire una filiera di sostenibilità ambientale partendo proprio dai beni confiscati alle mafie e vogliamo combattere l’inquinamento con soluzioni ed applicazioni ad alto tasso di innovazione. Promuovere nella cittadinanza la consapevolezza dell’impor

tanza dell’uso sociale dei beni confiscati è molto importante per la realtà attuale». I produttori locali che aderiscono ad AgRigeneration partecipano a momenti di formazione, workshop e laboratori di empowerment finalizzati all’ascolto dei fabbisogni in termini di innovazione ambientale e di modalità di partecipazione allo sviluppo territoriale. In particolare, grazie all’apporto di un’equipe specializzata, vengono attivati percorsi tematici “sul campo” su agricoltura biologica, bioplastiche in agricoltura, coltivazioni di specie oleaginose, bio-plastificante alternativo agli ftalati, risparmio idrico, risparmio energetico, riduzione di emissioni in atmosfera, riduzione di produzione di rifiuti e reflui. Tra i temi vi è anche l’inserimento lavorativo e la lotta al caporalato.
Nel dettaglio, le attività della Cooperativa sociale Terra Felix sono raggruppate in quattro aree di business:
AGROFOOD, con attività di eco-ristorazione svolte attraverso la Tipicheria e progetti di agricoltura sociale che prevedono la produzione di ortaggi, legumi tipici e uva di qualità;
EDUTAINMENT, che prevede la realizzazione di attività educative rivolte agli studenti e organizzate nell’Ecomuseo Terra Felix, un laboratorio di sviluppo territoriale innovativo e condiviso;
CONSULENZA NEW GREEN REVOLUTION ED ECONOMIA CIRCOLARE, consistente in attività di consulenza ad imprese, enti pubblici e privati, nei settori dello sviluppo locale sostenibile, dell’ambiente e della raccolta differenziata;
RIGENERAZIONE SOCIALE DEI BENI CONFISCATI, ovvero un acceleratore di processi di rigenerazione territoriale con attività di economia civile sostenibile che hanno visto, tra le attività portate avanti, il recupero di una villetta al Parco Faber per la creazione di un centro di educazione permanente sui temi della sostenibilità del sistema marino del litorale Domizio-Flegreo.
Nel contempo, Terra Felix è attiva nella rigenerazione di beni culturali del territorio attraverso attività innovative. Partendo dall’esperienza di riqualificazione del Casale di Teverolaccio a Succivo, essa ha avviato tre esperienze significative di innovazione dei beni culturali. In primis l’Ex Municipio di Atella di Napoli è stato designato per ospitare il progetto Fabula, in partenariato con il MIBACT, a servizio della cultura, delle arti performative, del welfare, dell’inclusione sociale e con una forte relazione con la comunità e la storia locale e il territorio. Poi vi è il Teverolaccio Rural HUB, ideato per far si che la ruralità possa contribuire ad attivare un modello che consenta all’AgriCultura locale di essere un settore economico potenziato e un fattore determinante di crescita civile, di aggregazione, di innovazione tecnologica, di coesione sociale e di educazione, soprattutto per le nuove generazioni. Infine, non, certo ultimo per importanza, vi è il progetto Horticultura. I bambini coltivano il museo. Un progetto per contrastare la povertà educativa, destinato a 1.000 bambini, che è stato accolto con entusiasmo dai partner Anfiteatro e Museo dell’Antica Capua, Parco Archeologico di Pompei, Reggia di Caserta e Museo Atellano. Spazi verdi che il MIBACT metterà a disposizione dei partecipanti.
I RICONOSCIMENTI. Negli ultimi anni l’operato della Cooperativa Sociale Terra Felix è stato riconosciuto anche a livello internazionale. Nel 2017, infatti, si è aggiudicata una menzione tematica al Premio Europeo del Paesaggio per “Legalità e paesaggio, lotta all’abusivismo attraverso la valorizzazione delle qualità territoriali”. Antonio e Francesco Pascale sono poi stati premiati dall’attore Alessandro Gassmann come “#GreenHeroes Anticamorra” “per aver fatto tornare Campania Felix un pezzo della Terra dei Fuochi a cui, sicuramente, se ne aggiungeranno altri”. Inoltre, la cooperativa sociale rientra nella rete dei rigeneratori della Green Community che prevede una comunità di amministrazioni pubbliche, istituzioni culturali, scientifiche, di ricerca, organizzazioni no profit e profit, anche di rilievo internazionale, che sono a disposizione delle istituzioni scolastiche per aiutarle a promuovere e a realizzare iniziative sull’educazione alla sostenibilità coerenti con almeno parte del Piano RiGenerazione Scuola. «La missione della nostra cooperativa sociale – ha sottolineato il presidente di Terra Felix, Francesco Pascale – è quella di contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e in particolare ridurre la povertà, combattere l’ineguaglianza e proteggere l’ambiente. I nostri laboratori sono realizzati da educatori esperti che stimolano alla partecipazione attiva i ragazzi, avvicinandoli a temi quali educazione ambientale e alimentare, cittadinanza attiva e consapevole, storia, cultura e tradizioni del territorio. Il nostro progetto di bioeconomia circolare parte dal recupero di un terreno confiscato a Santa Maria La Fossa e, grazie alle collaborazioni virtuose di partner come Novamont, siamo riusciti a portare innovazione nella catena di produzione di funghi Cardoncello. Un processo di innovazione che vogliamo raccontare e condividere per ispirare sempre più persone ad intraprendere percorsi di agricoltura sostenibile ed economia circolare. Ed episodi come il rogo di ferragosto non ci fermeranno. Siamo determinati ad andare avanti, soprattutto, con il supporto dei tanti amici e delle realtà istituzionali e imprenditoriali che collaborano con i nostri progetti al fine di riqualificare il nostro territorio». Ad maiora, per un futuro sempre più felix.


domenica 20 agosto 2023 - 08:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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