Nel corso della giornata di ieri, la squadra USES (unità speciale emergenza Samo) della Polizia Metropolitana di Napoli, nell'ambito delle attività investigative finalizzate all'accertamento e alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Sarno, pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dal Comando della Polizia Metropolitana di Napoli, ha proceduto al sequestro d'iniziativa di un’impresa ubicata in Santa Maria la Carità avente ad oggetto l'attività di lavorazione del marmo, in relazione al reato previsto dagli artt. 272 e 279 del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) di emissioni in atmosfera in assenza della prescritta autorizzazione (AUA).
In particolare, la Polizia Metropolitana ha accertato che la ditta eseguiva procedure di lavorazioni a secco del marmo emettendo in atmosfera le polveri di la
vorazione del marmo in assenza della relativa autorizzazione regionale.
Si è proceduto, pertanto, al sequestro dell'intero opificio, costituito da un capannone di e.a. 240 mq, e delle attrezzature utilizzate per la lavorazione del marmo, al fine di evitare la reiterazione del reato nonché l'aggravamento delle conseguenze dello stesso.
L'attività su indicata si inserisce nel contesto del Protocollo d'intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d'inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall'ARPAC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale, tra i quali la Polizia Metropolitana di Napoli.