Un evento impermeabile alle critiche, alle strumentalizzazioni e alle polemiche. Anche quest'anno l'enorme successo riscosso dal “Palio del Ciuccio” è stata la chiara dimostrazione di quanto questa manifestazione a Santa Maria la Carità non si riduce ad una semplice «gara di velocità tra asini cavalcati da fantini» né tantomeno una «forzatura finalizzata a far divertire persone con scarsa empatie verso queste creature», così come accusato all' Amministrazione Comunale e all' associazione Proloco dal Portavoce Parlamentare del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini in un post sul proprio profilo Facebook, bensì una passione verso una tradizione radicata negli anni, dalla quale i cittadini si lasciano travolgere e per la quale gioiscono e si angustiano in caso di vittoria o sconfitta della propria contrada.
Un appuntamento ventennale che è la suprema forma di celebrazione della figura dell' asino, una creatura quasi umanizzata, chiamata per nome, carezzata proprio come una persona cara e resa, per una notte di mezza estate, sovrano assoluto del territorio sammaritano.
Spiegare l'essenza di questo spettacolo ad un “forestiero” privo del sentimento paliesco è difficile, ed è per questo che poi si rischia di dover difendere con le unghie e con i denti l'esecuzione del Palio da una diffida ricevuta a soli due giorni dalla sua programmazione. «Sospendere il Palio del Ciuccio? Le volevo confermare che domenica il nostro evento è stato un successo» - ha risposto prontamente il Sindaco Giosuè D'Amora a quanto dichiarato dall' Onorevole pentastellato, evidenziando come il Comune sammaritano «tratta i suoi amici a 4 zampe» rispettando tutte le normative vigenti a tutela degli equidi. «Le nostre creature, adottate dal 2000, sono sempre state coccolate (tanto da moltiplicarsi) nei 2 parchi costruiti so
lo per loro, e rese protagoniste di diverse attività benefiche: dalle onoterapie per bambini affetti da disabilita' ai tanti meeting e convegni svolti sul latte d'asina o sull'uso sano dell'animale, che hanno portato al "Palio del Ciuccio" anche il riconoscimento della medaglia d'argento da parte del Presidente della Repubblica» - ha continuato il Primo Cittadino.
Dal 2000, infatti, a Santa Maria la Carità viene allevato il “Miccio amiatino”, una delle cinque razze di asino in via di estinzione e che i volontari della Proloco curano in un contesto favorevole anche alla loro riproduzione. Inoltre, a titolo gratuito e in collaborazione con le scuole, non solo cittadine ma anche dei comuni limitrofi, vengono organizzate delle giornate in cui si svolgono attività ludico- pedagogico e ricreative, dove la relazione con l'asino favorisce, soprattutto nei bambini, lo sviluppo di tendenze alla cura sia nei confronti di sé che degli altri.
Si riducono, dunque, a semplice polvere di stelle le insinuazioni di una mancata insensibilità a tematiche antispeciste nel Comune sammaritano e che «noi cittadini di Santa Maria la Carità non accettiamo lezioni, offese o strumentalizzazioni da nessuno» è reso evidente dall'ondata di consensi che hanno fatto seguito alle parole del Sindaco. Settanta commenti che rappresentano una cavalcata trionfante, la vittoria più bella.
Perchè a Santa Maria la Carità può evolversi la società, possono cambiare gli amministratori, scarseggiare i soldi ma "la corsa del Ciuccio” no, quella resta una cosa su cui non si può scherzare. Più di una competizione anacronistica, di un semplice gioco, è un attimo di felicità, attesa febbrile.
Il Palio è della gente e dunque non si tocca. Cascasse il mondo ma il Palio si fa e si è fatto, domenica, ed è stato un successo. Nonostante tutti/o.