Cronaca

San Giorgio - Appalti truccati, 4 arresti in Comune

Il sindaco Zinno: ''estraneo alle vicende contestate''.


   Comune di San Giorgio a Cremano

Comune di San Giorgio a Cremano nella bufera. Questa mattina sono scattate le manette per un dirigente e 3 funzionari comunali, oltre che per un imprenditore ed il direttore tecnico di due aziende di costruzioni. Agli indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione (corruzione, turbativa d'asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente), oltre a specifici episodi di turbativa d'asta e di corruzione. Tutti sono stati ristretti agli arresti domiciliari. 
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli - Sezione reati contro la Pubblica Amministrazione, sono nate dalle dichiarazioni di una persona estranea agli addebiti ma perfettamente a conoscenza dei meccanismi illeciti nel settore dei lavori pubblici presso il Comune di San Giorgio a Cremano.
Attraverso l'analisi del materiale investigativo complessivamente acquisito, gli inquirenti avrebbero accertato l'esistenza di un vero e proprio sistema, operativo all'interno del Settore Infrastrutture del Comune di San Giorgio a Cremano, funzionale al controllo delle procedure di affidamento dei lavori pubblici, sistema in grado di garantire l'aggiudicazione dei lavori in massima parte alle ditte perfettamente integrate in detto sistema.
“La struttura organizzativa dell'associazione è rappresentata dal medesimo apparato amministrativo comunale proprio del Settore Infrastrutture e Lavori Pubblici – sottolinea la Procura di Napoli - , alla cui articolazione interna la stessa si è sovrapposta con un modus operandi sostanzialmente omogeneo e protrattosi per un considerevole periodo di tempo”. Un’organizzazione che si sarebbe  avvalsa del prezioso contributo dei funzionari comunali.
In particolare, secondo le indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, un funzionario avrebbe "stabilmente strumentalizzato l'esercizio della propria funzione al perseguimento degli interessi economici delle imprese" colluse "ricevendo in cambio illeciti profitti”.
Ed ancora: “Si è accertato poi che le modalità adottate dall'associazione per procedere all'aggiudicazione degli appalti in favore delle imprese colluse, sono consistite prevalentemente nella definizione dei requisiti di partecipazione presenti nei bandi di gara per favorire determinate imprese; nell'errata contabilizzazione in eccesso di lavori pubblici; nella predisposizione di false attestazioni circa l'esecuzione di lavori pubblici inesistenti anche di importo rilevante; nella predisposizione delle offerte e dei preventivi successivamente depositati dalle ditte” colluse.
Secondo le accuse, basate su captazioni ambientali, sarebbe emerso che, “al fine di avvantaggiare le imprese nell'aggiudicazione delle gare, l'associazione ha posto in esse

re un escamotage consistente nella modifica dei punteggi riconosciuti in sede di valutazione dell'offerta economica più vantaggiosa, e che in numerose occasioni i funzionari infedeli si interfacciavano direttamente col responsabile tecnico delle ditte da favorire contribuendo concretamente alla compilazione del computo metrico da allegare all'offerta a cura delle imprese che partecipano alla gara”.
Ma non solo. “L'associazione – prosegue la Procura di Napoli - favoriva le ditte colluse anche nella fase successiva all'aggiudicazione della gara, prodigandosi per avvantaggiarle nel pagamento degli stati di avanzamento, in particolare incidendo sugli aumenti delle spese impreviste e degli oneri di scarico e sicurezza, in modo da consentire il "recupero" di quanto perso in sede di ribasso”.
Tra i lavori che sarebbero stati oggetto delle attività di favoritismo, mediante turbativa d'asta, vi sarebbero quelli relativi a:
·         manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione e semaforici, per il quale era stata stanziata una spesa complessiva di 800.000,00 euro;
·         lavori per adeguamento del Plesso Scolastico "G Mazzini" per un importo complessivo di euro 89.000,00;
·         manutenzione dell'impianto termico a servizio della Scuola Noschese";
·         lavori per la manutenzione straordinaria delle strade del Comune di San Giorgio a Cremano per il quale era stata stanziata una spesa complessiva di 800.000,00 euro.
Come corrispettivo dei vantaggi ottenuti con l'aggiudicazione degli appalti i dirigenti avrebbero ottenuto dalle ditte favorite una serie di utilità, tra cui somme di denaro per diverse migliaia di euro, computer, regali, gioielli in oro, esecuzione di lavori edili.
“Mi è stato consegnato un avviso di garanzia – ha detto il sindaco Giorgio Zinno  - ed affermo, nella maniera più forte e decisa, di essere completamente estraneo alle vicende contestate. In questo momento sono, come tutti i giorni, al lavoro nel mio ufficio al Comune per lavorare nell’esclusivo interesse della Città. Esprimo, nella massima serenità, piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine che stanno svolgendo questa indagine ed attendo di essere messo da loro a conoscenza di ulteriori e più chiari elementi prima di dare un giudizio su quanto sta avvenendo in queste ore. Sono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento: il Comune che mi onoro di guidare è una casa di vetro e l’assoluta trasparenza è il cardine della mia azione amministrativa”.


venerdì 23 ottobre 2015 - 11:43 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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