Nella cultura popolare lo psicologo o psicoterapeuta è presentato come una figura spesso inconcludente, che annuisce alle lamentele dello sprovveduto paziente di turno, attribuisce tutta la colpa ai genitori e gli rifila un’esosa fattura alla fine della sessione.
Negli anni si è creata così una serie di miti e stereotipi sulla psicoterapia che non possono essere più lontani dalla realtà. In questo articolo vediamo di sfatarne tre tra i più diffusi.
Mito: Solo chi ha gravi e comprovati problemi mentali va dallo psicologo
Uno degli stereotipi più duri a morire sulla psicoterapia è “lo psicologo cura i pazzi”: solo chi ha problemi mentali seri e invalidanti può davvero trarre beneficio dalle sessioni di terapia.
In realtà: ci sono diversi professionisti per trattare le patologie mentali. Allo psicologo si può rivolgere (e dovrebbe rivolgersi) chiunque, per affrontare problemi più o meno comuni che coinvolgono le emozioni, la sfera personale e relazionale, i cambiamenti come la perdita del lavoro o un lutto. A volte anche cambiamenti positivi come diventare genitori o iniziare una nuova relazione romantica possono sopraffarci e anche in questi casi la guida di un professionista dedicato può essere utile a fare chiarezza e saperci gestire meglio.
Mito: Rivolgersi a uno psicologo è un segno di debolezza, ce la devo fare da solo
Nonostante le statistiche su ansia e depressione in Italia dimostrino che i numeri di chi soffre di una forma o un’altra di disturbi mentali sono altissimi, sono ancora molti quelli che temono che chiedere aiuto li esponga come persone deboli, incapaci di affrontare da soli le difficoltà.
In realtà: al contrario, riconoscere di avere un problema è se mai indice di risorse mentali e lucidità sufficienti a individuare un disagio e capire di aver bisogno dell’aiuto di chi ha studiato e si è specializzato per questo. Inoltre, chiedere aiuto è segno di coraggio e della capacità di riporre fiducia negli altri: come non &egr
ave; segno di debolezza chiamare un idraulico per una perdita in casa, così rivolgersi a un professionista nel caso di un disagio emotivo non ti rende un fallito.