Cronaca

Salerno - I D'Alessandro non controllano il mercato del pesce

I giudici del tribunale del Riesame di Salerno hanno rigettato la richiesta del pm dell'Antimafia salernitana Vincenzo Montemurro per 14 persone tra cui Michele D'Alessandro junior.

di Claudia Scotognella


"Non sussistono gravi indizi di colpevolezza, nè tantomeno esiste un collegamento tra operatori e clan nella tracciabilità". Così i giudici del tribunale del Riesame di Salerno che hanno rigettato la richiesta del pm dell'Antimafia salernitana Vincenzo Montemurro per 14 persone tra cui Michele D'Alessandro junior, nipote del boss defunto e fondatore della cosca criminale stabiese del quartiere Scanzano. Secondo l'accusa rivolta dalla Dda di Salerno alcuni operatori del mercato ittico facevano da prestanome al clan D'Alessandro e ad un altro gruppo criminale di Torre Annunziata. Questo per ri

ciclare il danaro sporco, proveniente dalle attività illecite, nel mercato del pesce di Salerno. Sempre secondo la tesi dell'accusa i D'Alessandro avrebbero preso il controllo di tre cooperative che lavorano all'interno del mercato ittico per riciclare i proventi illeciti delle attività del clan e soprattutto ampliare gli introiti dopo aver acquisito un allevamento di pesce in Grecia ed aver esteso le mire "imprenditoriali" fino al Veneto. Una tesi che è caduta totalmente dopo che il Riesame ha rigettato le richieste di misure cautelari per ben 14 indagati nell'inchiesta sul mercato ittico.


sabato 6 febbraio 2016 - 20:48 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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