Benvenuti sul treno pedonale. Continuano i disagi per i pendolari della Circumvesuviana, costretti a sopportare i disagi relativi alle soppressioni e ai ritardi di numerose corse, con cadenza quotidiana. Basta accedere alla pagina social di Eav per leggere la sequenza tutt’altro che invidiabile di treni soppressi o di ritardi dovuti ai motivi più svariati. Nella giornata di ieri, ad esempio, la corsa di uno squilibrato sui binari della Circum ha generato il pandemonio per due ore, determinando ritardi a catena sulle corse successive. Ma non sempre i motivi dei disagi sono da ricercare in cause esterne. Appena un anno fa a prendere fuoco erano stati i cavi dell’alta tensione tra Boscoreale e Pompei. E soltanto per un caso fortuito non sono stati registrati danni alle persone presenti a bordo, mentre i pendolari furono costretti alla fuga sui binari. Frequenti sono anche i guasti ai treni, più volte costretti a fermarsi in lande desolate lungo il tragitto, costringendo i passeggeri a scendere dal treno e a percorrere lunghi tratti a piedi. Un’autentica odissea che non
fa distinzioni di età o di contesto sociale: giovani e anziani, signori in giacca e cravatta, bagnanti in tenuta da mare, studenti, tutti insieme a schivare pietre ed erbacce, pervasi dalla sensazione comune di essere cavie di un sistema obsoleto e insicuro. Quello che dovrebbe rappresentare un gioiello per la Regione Campania e un biglietto da visita eccellente per i turisti, rappresenta invece l’emblema del degrado, che si manifesta anche tra i cittadini privati nel tempo di svariate stazioni strategiche per interi quartieri. Basti pensare alle fermate soppresse a Ponte Persica, Pozzano e Castellammare Terme, quest’ultima, storica stazione del Canino, ormai ridotta ad un rudere e pronta per essere convertita in un ristorante a prezzi stracciati per l’affitto. Così come Eav si affretta a raddoppiare i binari della Circum, con la prospettiva di perforare la collina del Solaro. Ma di tutte le migliore previste, per ora, non si vede neanche l’ombra. Ennesima beffa per quella che Legambiente non ha esitato a definire la linea ferroviaria peggiore d’Italia.